Bonus Sisma: guida completa al Sismabonus

Bonus Sisma: guida completa al Sismabonus

Il bonus sisma, noto anche come Sismabonus, è la detrazione fiscale prevista per gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici esistenti. Nel 2026 la Legge di Bilancio ha prorogato per un ulteriore anno le condizioni già in vigore nel 2025: l’aliquota di detrazione è pari al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le altre unità immobiliari, su un tetto di spesa massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartito in 10 quote annuali di pari importo. La misura resta riservata agli immobili ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Rispetto agli anni scorsi, la principale novità è che dal 2025 non sono più previste le maggiorazioni di aliquota legate al passaggio di una o due classi di rischio sismico: oggi si applicano percentuali fisse, senza obbligo di dimostrare il miglioramento della classe sismica, mantenendo però il rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018). In questa guida vediamo chi può richiedere il bonus, quali sono gli importi effettivi, come funziona il Sismabonus Acquisti e quali sono i passaggi pratici per beneficiare della detrazione.

Punti chiave

  • Nel 2026 l’aliquota Sismabonus è del 50% per la prima casa/abitazione principale e del 36% per le seconde case e gli immobili strumentali.
  • Il tetto di spesa detraibile è di 96.000 euro per unità immobiliare, per ciascun anno.
  • La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo in dichiarazione dei redditi.
  • Si applica solo agli edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3, a uso abitativo o produttivo.
  • Non sono più previste le maggiorazioni per il salto di una o due classi di rischio sismico (novità confermata dal 2025 e prorogata nel 2026).
  • Il Sismabonus Acquisti, riservato a chi compra case antisismiche ricostruite da imprese edili, segue le stesse aliquote (50%/36%) ma regole applicative diverse.
  • Sconto in fattura e cessione del credito restano possibili solo in casi specifici, principalmente per il Sismabonus Acquisti quando il titolo abilitativo è stato richiesto entro determinate date.
  • Dal 2027 le aliquote sono destinate a scendere (36% prima casa, 30% altri immobili per il Sismabonus Acquisti): conviene quindi valutare gli interventi già nel 2026.

Cos’è il Sismabonus e a chi è rivolto

Il Sismabonus è una detrazione IRPEF (o IRES per le imprese) riconosciuta a chi sostiene spese per interventi di riduzione del rischio sismico su edifici esistenti, adibiti ad abitazione o ad attività produttive. Possono beneficiarne proprietari, nudi proprietari, titolari di diritti reali di godimento, inquilini e comodatari, oltre agli istituti autonomi case popolari (IACP) per gli immobili di edilizia residenziale pubblica.

La misura fa parte del più ampio pacchetto di bonus casa insieme a ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus barriere architettoniche, ma si distingue perché è specificamente dedicata alla sicurezza strutturale degli edifici contro il rischio sismico, in un Paese dove gran parte del patrimonio immobiliare è stato costruito prima delle moderne normative antisismiche.

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Zone sismiche interessate

Il Sismabonus si applica esclusivamente agli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, così come classificate dalla Protezione Civile e dalle Regioni sulla base dell’Ordinanza PCM 3274/2003 e successivi aggiornamenti. Sono escluse dall’agevolazione le zone sismiche 4, considerate a pericolosità sismica molto bassa.

  • Zona 1: sismicità alta, comprende aree dell’Italia centrale e meridionale storicamente più colpite da terremoti distruttivi (ad esempio parti di Calabria, Sicilia orientale, Umbria, Marche, Abruzzo).
  • Zona 2: sismicità medio-alta, include ampie porzioni di Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e altre regioni del Centro-Sud.
  • Zona 3: sismicità medio-bassa, riguarda diverse aree del Nord Italia e alcune zone del Centro.

Per verificare la zona sismica di appartenenza di un immobile è possibile consultare il sito della Protezione Civile o l’ufficio tecnico del Comune di riferimento, informazione indispensabile prima di avviare qualsiasi pratica.

Tabella aliquote Sismabonus 2026

Tipologia di intervento/immobile Aliquota 2026 Tetto di spesa Numero rate
Sismabonus ordinario – abitazione principale 50% 96.000 € per unità immobiliare 10 quote annuali
Sismabonus ordinario – seconda casa/immobile non principale 36% 96.000 € per unità immobiliare 10 quote annuali
Sismabonus Acquisti – prima casa 50% 96.000 € per unità immobiliare 10 quote annuali
Sismabonus Acquisti – seconda casa/altra destinazione 36% 96.000 € per unità immobiliare 10 quote annuali

Va segnalato che dal 2025 sono state eliminate le maggiorazioni un tempo previste per il miglioramento di una classe (all’85%/80%/75%/70%) o due classi di rischio sismico (all’85%/80%/75%/70% con punte maggiori per i condomini): oggi si applica un’aliquota unica indipendentemente dal salto di classe dimostrato, purché l’intervento rispetti le NTC 2018. Chi ha percepito redditi complessivi tra 75.000 e 100.000 euro può comunque fruire del bonus, con un tetto massimo di detrazione complessiva di 14.000 euro; oltre i 100.000 euro di reddito il limite scende a 8.000 euro.

Sismabonus Acquisti: come si differenzia

Il Sismabonus Acquisti è una variante pensata per chi acquista un’unità immobiliare in un edificio che è stato demolito e ricostruito, anche con variazione volumetrica, da un’impresa di costruzioni o cooperativa edilizia, applicando tecniche antisismiche. A differenza del Sismabonus ordinario, qui la detrazione non si calcola sulle spese sostenute per i lavori, ma sul prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto notarile, sempre entro il tetto di 96.000 euro.

Condizioni principali:

  • l’edificio deve trovarsi in zona sismica 1, 2 o 3;
  • l’impresa deve rivendere le unità entro 30 mesi dalla fine dei lavori;
  • l’acquirente detrae una percentuale del prezzo di vendita indicato nel rogito (50% prima casa, 36% altri casi);
  • in alcuni casi, se l’impresa ha richiesto il titolo abilitativo entro le scadenze previste dalla normativa transitoria, è ancora possibile lo sconto in fattura o la cessione del credito.
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Sconto in fattura e cessione del credito nel 2026

Le opzioni alternative alla detrazione diretta — sconto in fattura e cessione del credito — sono ormai fortemente limitate dalle norme introdotte a partire dal 2023 e confermate negli anni successivi. Nel 2026 restano praticabili soprattutto per il Sismabonus Acquisti, e solo se l’impresa costruttrice ha presentato la richiesta del titolo abilitativo entro le date stabilite dalla normativa transitoria collegata alle proroghe della Legge di Bilancio. Per il Sismabonus ordinario relativo a interventi diretti su edifici esistenti, la regola generale resta la fruizione tramite detrazione in dichiarazione dei redditi, salvo eccezioni specifiche (ad esempio interventi in aree colpite da eventi sismici, disciplinati da normative dedicate). È quindi essenziale verificare caso per caso con un tecnico abilitato o un CAF la percorribilità di queste opzioni prima di avviare i lavori.

Come si richiede il bonus sisma

La richiesta del Sismabonus non prevede una domanda a un ente, ma segue un iter tecnico-fiscale che si conclude con l’indicazione delle spese nella dichiarazione dei redditi. I passaggi principali sono:

  1. Verifica preliminare: un tecnico abilitato (ingegnere o architetto strutturista) accerta la zona sismica dell’immobile e la fattibilità dell’intervento.
  2. Progettazione e asseverazione: il professionista redige il progetto degli interventi antisismici e l’asseverazione di conformità alle NTC 2018, da depositare presso lo sportello unico competente prima dell’inizio dei lavori.
  3. Titolo abilitativo: a seconda della tipologia di intervento occorre presentare CILA, SCIA o altro titolo edilizio richiesto dal Comune.
  4. Esecuzione dei lavori: gli interventi devono essere eseguiti da imprese qualificate, con pagamenti tracciabili tramite bonifico parlante che riporti causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa.
  5. Conservazione della documentazione: fatture, bonifici, asseverazioni e comunicazioni all’ENEA (se richieste) vanno conservati per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.
  6. Indicazione in dichiarazione dei redditi: la detrazione va inserita nel modello 730 o Redditi Persone Fisiche, a partire dall’anno di sostenimento della spesa, e ripartita in 10 quote annuali costanti.

Per il Sismabonus Acquisti, invece, la detrazione decorre dall’anno di stipula del rogito notarile e si basa sul prezzo di acquisto indicato nell’atto, senza necessità per l’acquirente di gestire direttamente fatture e bonifici relativi ai lavori, già a carico dell’impresa costruttrice.

Domande frequenti

Qual è l’aliquota del bonus sisma 2026?

Nel 2026 l’aliquota è del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le altre unità immobiliari, sia per il Sismabonus ordinario sia per il Sismabonus Acquisti, su un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

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Il bonus sisma è ancora legato al miglioramento della classe di rischio sismico?

No. Dal 2025, e in via prorogata anche nel 2026, non sono più previste le maggiorazioni di aliquota collegate al passaggio di una o due classi di rischio. Si applicano percentuali fisse (50%/36%), a condizione che l’intervento rispetti le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).

Quali immobili possono accedere al Sismabonus?

Solo gli edifici esistenti, a uso abitativo o produttivo, situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Gli immobili in zona sismica 4 sono esclusi dall’agevolazione.

Cosa cambia tra Sismabonus ordinario e Sismabonus Acquisti?

Il Sismabonus ordinario si applica a chi sostiene direttamente le spese per interventi antisismici sul proprio immobile. Il Sismabonus Acquisti riguarda invece chi acquista un’unità immobiliare in un edificio demolito e ricostruito con criteri antisismici da un’impresa, e la detrazione si calcola sul prezzo d’acquisto risultante dal rogito, non sulle spese di cantiere.

È ancora possibile la cessione del credito o lo sconto in fattura?

In modo molto limitato. Nel 2026 queste opzioni restano percorribili principalmente per il Sismabonus Acquisti, quando l’impresa costruttrice ha richiesto il titolo abilitativo entro le scadenze previste dalla normativa transitoria. Per il Sismabonus ordinario la via principale resta la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.

Cosa succede dal 2027?

Le aliquote sono destinate a ridursi: per il Sismabonus Acquisti si scenderà al 36% per la prima casa e al 30% per le altre unità immobiliari. Per questo motivo, chi ha intenzione di effettuare interventi antisismici o acquistare un immobile ricostruito con criteri antisismici ha convenienza a concludere l’operazione entro il 2026.

Conclusione

Il bonus sisma 2026 conferma, con qualche semplificazione rispetto al passato, uno degli strumenti più importanti per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano nelle zone a maggior rischio sismico. Con aliquote al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili, un tetto di spesa di 96.000 euro e la possibilità di scegliere tra intervento diretto e Sismabonus Acquisti, la misura resta accessibile ma richiede attenzione alla documentazione tecnica e ai requisiti di zona sismica. Considerata la riduzione delle aliquote prevista dal 2027, è consigliabile pianificare per tempo gli interventi con l’assistenza di un tecnico abilitato e di un consulente fiscale, in modo da beneficiare delle condizioni più favorevoli ancora in vigore quest’anno.

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