Bonus Impresa Femminile: Guida a Requisiti, Importi e Domanda
Il bonus impresa femminile, noto ufficialmente come Fondo Impresa Femminile, è l’incentivo nazionale gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che sostiene la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle attività guidate da donne, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a tasso zero. A luglio 2026 lo sportello per la presentazione di nuove domande risulta chiuso per esaurimento delle risorse (chiusura disposta rispettivamente dal 20 maggio 2022 per le nuove imprese e dall’8 giugno 2022 per le imprese già attive), ma il Fondo resta pienamente operativo per la gestione delle pratiche già presentate e potrebbe essere oggetto di rifinanziamento nei prossimi mesi. Nel frattempo, imprenditrici e aspiranti tali possono orientarsi su misure alternative attive, come i bandi regionali per l’imprenditoria femminile e altri incentivi nazionali riservati anche alle donne.
Punti chiave
- Il Fondo Impresa Femminile eroga contributi a fondo perduto e, per le imprese consolidate, un mix di fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso zero rimborsabile in 8 anni.
- Per le nuove imprese (o costituite da meno di 12 mesi) sono finanziabili progetti fino a 250.000 euro, con contributo a fondo perduto fino a 125.000 euro.
- Per le imprese attive da oltre 12 mesi sono finanziabili progetti fino a 400.000 euro, con agevolazione fino a 320.000 euro (fondo perduto + tasso zero).
- Rientra nella misura anche un servizio di tutoraggio gratuito e un voucher da 2.000 euro per servizi di marketing e comunicazione strategica.
- A luglio 2026 lo sportello è chiuso per esaurimento dei fondi: non è possibile presentare nuove domande, in attesa di un eventuale rifinanziamento.
- La misura fa parte del PNRR (Missione 5, Componente 1) con una dotazione complessiva per gli incentivi di circa 298,8 milioni di euro.
- Esistono alternative attive nel 2026, come bandi regionali (es. Veneto, Lazio) dedicati all’imprenditoria femminile.
Che cos’è il Fondo Impresa Femminile
Istituito dalla Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 97-103, legge n. 178/2020) e disciplinato dal Decreto interministeriale del 30 settembre 2021, il Fondo Impresa Femminile è lo strumento principale con cui lo Stato italiano sostiene l’imprenditoria al femminile. Rientra tra gli interventi prioritari della missione “Inclusione e coesione” del PNRR, che ha destinato al pacchetto di misure per le donne imprenditrici (Fondo Impresa Femminile, Imprese ON e Smart&Start Italia) una dotazione finanziaria complessiva di 400 milioni di euro.
Il Fondo si articola in due linee di intervento:
- Gli incentivi veri e propri, ovvero contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per progetti di investimento (Capo II e Capo III del Decreto attuativo).
- Il Programma Imprenditoria Femminile, che finanzia iniziative di formazione, orientamento e comunicazione per diffondere la cultura d’impresa tra le donne e promuovere le materie STEM (Capo V del Decreto).
A chi è rivolto: requisiti soggettivi
Gli incentivi sono destinati alle imprese femminili di qualsiasi dimensione e settore, già costituite oppure di nuova costituzione, con sede operativa in qualunque regione italiana. Per rientrare nella definizione di impresa femminile occorre soddisfare uno dei seguenti requisiti:
- cooperative o società di persone con almeno il 60% di socie donne;
- società di capitali in cui le quote di partecipazione e la maggioranza dei componenti degli organi di amministrazione siano detenute per almeno i due terzi da donne;
- imprese individuali con titolare donna;
- lavoratrici autonome munite di partita IVA.
Possono accedere alla misura sia le imprese già operative sia le persone fisiche (comprese libere professioniste) che intendono costituire una nuova impresa femminile. Non sono previsti vincoli di età o requisiti reddituali specifici, ma restano applicabili le cause generali di esclusione previste dalla normativa sugli aiuti di Stato (assenza di procedure concorsuali, regolarità contributiva, rispetto del regime de minimis o del quadro temporaneo, a seconda dei casi).
Cosa finanzia: settori e spese ammissibili
Gli incentivi sostengono programmi di investimento nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo, da realizzare in un arco massimo di 24 mesi. Sono ammissibili le spese di investimento (immobilizzazioni materiali e immateriali) e il costo del lavoro, oltre alle spese per capitale circolante entro un tetto del 20% del programma (25% per le imprese con più di 36 mesi di attività).
Oltre al contributo economico, il Fondo prevede un pacchetto di servizi di assistenza tecnico-gestionale, che include:
- un tutoraggio gratuito in fase di realizzazione del progetto, per supportare l’impresa nella gestione dell’agevolazione e nella predisposizione delle richieste di erogazione;
- un voucher da 2.000 euro, utilizzabile per coprire il 50% del costo di servizi di marketing o comunicazione strategica del valore minimo di 4.000 euro.
Importi del bonus impresa femminile: quanto si può ottenere
L’entità dell’agevolazione varia in base all’anzianità dell’impresa richiedente.
Nuova impresa o attiva da meno di 12 mesi
Per le libere professioniste che vogliono costituire una nuova impresa e per le aziende costituite da meno di 12 mesi sono finanziabili progetti di investimento fino a 250.000 euro, con un contributo a fondo perduto che varia in funzione della dimensione del piano:
| Dimensione del progetto | Percentuale di copertura | Contributo massimo a fondo perduto |
|---|---|---|
| Fino a 100.000 euro | 80% delle spese (90% per donne disoccupate) | 50.000 euro |
| Fino a 250.000 euro | 50% delle spese | 125.000 euro |
Per questa linea di intervento (“Avvio”) sono stanziate risorse complessive per 129 milioni di euro, di cui 120,8 milioni provenienti da fondi PNRR e 8,2 milioni dalla Legge di Bilancio 2021.
Impresa attiva da più di 12 mesi
Per le imprese già operative da oltre 12 mesi sono finanziabili progetti fino a 400.000 euro, destinati allo sviluppo di nuove attività o all’ampliamento di quelle esistenti. In questo caso l’agevolazione consiste in un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero, con copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di 320.000 euro, da restituire in 8 anni. Solo per le imprese con più di 36 mesi di attività il contributo destinato al capitale circolante è concesso interamente a fondo perduto. Per questa linea (“Sviluppo”) le risorse disponibili ammontano a 169,8 milioni di euro, di cui 144,2 milioni PNRR e 25,6 milioni da Legge di Bilancio 2021.
Come si richiede il bonus impresa femminile
Quando lo sportello è attivo, la domanda va presentata esclusivamente online, tramite la piattaforma dedicata di Invitalia, seguendo questi passaggi:
- Identificazione digitale: accesso tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
- Compilazione della domanda, comprensiva di un piano d’impresa (business plan) con la descrizione del progetto, del programma di investimenti e della documentazione richiesta.
- Firma digitale della domanda da parte del legale rappresentante dell’impresa, della lavoratrice autonoma, oppure della persona fisica proponente per conto dell’impresa femminile costituenda (che dovrà comparire nella compagine societaria come rappresentante legale, referente o socia).
- Indicazione di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), obbligatorio per ricevere tutte le comunicazioni ufficiali di Invitalia, inclusa la convocazione al colloquio di valutazione.
- Invio della domanda tramite il “codice di predisposizione della domanda” rilasciato al termine della compilazione, nei giorni e orari previsti dallo sportello (quando aperto, tipicamente dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 17:00).
La procedura non può essere delegata a soggetti esterni a questi profili. Dopo l’invio, il progetto viene sottoposto a una fase di istruttoria e valutazione da parte di Invitalia, che prevede anche un colloquio con i proponenti.
Lo sportello è aperto nel 2026?
No: al momento (luglio 2026) lo sportello del Fondo Impresa Femminile è chiuso alla presentazione di nuove domande. La chiusura è stata disposta con due avvisi ufficiali del MIMIT:
- Avviso del 19 maggio 2022: chiusura dello sportello per le nuove imprese femminili a partire dal 20 maggio 2022;
- Avviso del 7 giugno 2022: chiusura dello sportello per le imprese costituite da almeno 12 mesi a partire dall’8 giugno 2022.
La chiusura è dovuta all’esaurimento delle risorse disponibili, causato da una domanda molto superiore alla capienza del Fondo. Invitalia continua comunque a gestire mensilmente le riammissioni di domande precedentemente sospese, recuperando risorse liberate da progetti con esito negativo o rinunce. Non è prevista, a oggi, una data ufficiale di riapertura: un eventuale nuovo sportello dovrà essere annunciato con apposito avviso pubblicato sul sito di Invitalia, in Gazzetta Ufficiale e sul portale del MIMIT. Chi è interessato dovrebbe monitorare periodicamente questi canali ufficiali per non perdere l’eventuale finestra di ripartenza.
Nel frattempo, restano attive misure complementari come Smart&Start Italia (per le startup innovative) e Imprese ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero (per l’autoimprenditorialità), entrambe con canali riservati anche alle imprese femminili, oltre a diversi bandi regionali specificamente dedicati all’imprenditoria femminile, che vengono pubblicati periodicamente da Regioni ed enti locali (ad esempio in Veneto e nel Lazio).
Domande frequenti
Il bonus impresa femminile 2026 è ancora attivo?
Il Fondo Impresa Femminile esiste ancora come misura, ma lo sportello per presentare nuove domande è chiuso dal 2022 per esaurimento delle risorse. Nel 2026 non è quindi possibile inoltrare nuove richieste fino a un eventuale rifinanziamento e riapertura ufficiale, che verrà comunicata da Invitalia e dal MIMIT.
Chi può richiedere il Fondo Impresa Femminile?
Possono farne richiesta le imprese individuali con titolare donna, le lavoratrici autonome con partita IVA, le società di persone o cooperative con almeno il 60% di socie donne e le società di capitali con quote e organi di amministrazione detenuti per almeno due terzi da donne, sia già costituite sia in fase di costituzione.
Quanto si può ottenere con il bonus impresa femminile?
Per le nuove imprese fino a 125.000 euro a fondo perduto su un progetto massimo di 250.000 euro; per le imprese attive da oltre 12 mesi fino a 320.000 euro (mix di fondo perduto e finanziamento a tasso zero) su un progetto massimo di 400.000 euro.
Come si presenta la domanda per il Fondo Impresa Femminile?
La domanda si presenta online sulla piattaforma di Invitalia, con identificazione digitale tramite SPID, CIE o CNS, firma digitale e indirizzo PEC. La procedura richiede la compilazione di un business plan e l’invio del codice di predisposizione della domanda generato al termine della compilazione. Attualmente la piattaforma non accetta nuove domande per lo sportello chiuso.
Quali sono le alternative se lo sportello nazionale è chiuso?
Le imprenditrici possono valutare Smart&Start Italia (per startup innovative), Imprese ON – Nuove imprese a tasso zero (per l’autoimprenditorialità) e i numerosi bandi regionali dedicati all’imprenditoria femminile, che vengono periodicamente pubblicati da Regioni come Veneto e Lazio con risorse e requisiti propri.
Da dove derivano le risorse del Fondo Impresa Femminile?
Il Fondo è finanziato in parte con risorse del PNRR (Missione 5, Componente 1, Investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”) e in parte con stanziamenti della Legge di Bilancio 2021. La dotazione complessiva destinata agli incentivi ammonta a circa 298,8 milioni di euro.
Conclusione
Il bonus impresa femminile rappresenta ancora oggi lo strumento più significativo a livello nazionale per sostenere le donne che vogliono avviare o consolidare un’attività imprenditoriale, grazie a contributi a fondo perduto che possono arrivare fino a 320.000 euro complessivi. Tuttavia, chi cerca informazioni aggiornate a luglio 2026 deve tenere presente che lo sportello nazionale è attualmente chiuso per esaurimento delle risorse, in attesa di un rifinanziamento non ancora ufficializzato. La strategia più efficace, in questa fase, è monitorare i canali ufficiali di Invitalia e del MIMIT per cogliere una eventuale riapertura, valutando nel frattempo le misure alternative disponibili, sia a livello nazionale sia attraverso i bandi regionali dedicati all’imprenditoria femminile.
