Bonus Disoccupazione NASpI: Guida Completa
La NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Nel 2026 il massimale mensile lordo è fissato a 1.584,70 euro, rivalutato dall’INPS con la Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026 in base all’inflazione ISTAT. La durata massima resta di 24 mesi e la domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, esclusivamente in via telematica.
Punti chiave sulla NASpI 2026
- Cos’è: indennità mensile sostitutiva dello stipendio per chi perde involontariamente il lavoro (licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta).
- Massimale 2026: 1.584,70 euro lordi al mese (aggiornato ISTAT +1,4% rispetto al 2025).
- Requisiti principali: almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione negli ultimi 4 anni e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti.
- Durata: metà delle settimane contributive maturate nei 4 anni precedenti, fino a un massimo di 24 mesi.
- Decalage: riduzione del 3% al mese a partire dal 6° mese di fruizione (dall’8° mese per gli over 55).
- Domanda: online tramite portale INPS con SPID/CIE/CNS, Contact Center o CAF/patronato, entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro.
- Decorrenza: dall’8° giorno dopo la cessazione se la domanda è presentata entro 8 giorni; altrimenti dal giorno di presentazione, senza recupero dei giorni intermedi.
Che cos’è la NASpI e chi può richiederla
La NASpI è la principale indennità di disoccupazione italiana, introdotta dal Jobs Act e gestita interamente dall’INPS. Sostituisce parzialmente la retribuzione perduta ai lavoratori subordinati che si trovano in stato di disoccupazione involontaria, offrendo un sostegno economico temporaneo mentre si è alla ricerca di una nuova occupazione.
Possono richiederla i lavoratori dipendenti del settore privato, gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e, in determinati casi, i dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato. Ne sono invece esclusi i lavoratori autonomi, i co.co.co (che accedono all’indennità DIS-COLL) e i dipendenti pubblici a tempo indeterminato.
La disoccupazione deve essere involontaria: sono quindi escluse le dimissioni volontarie, salvo i casi di dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione, mancato rinnovo di contratto a termine e risoluzione durante il periodo di maternità tutelata.
Requisiti NASpI 2026
Per accedere alla prestazione nel 2026 è necessario possedere contemporaneamente tre requisiti:
- Stato di disoccupazione involontaria, con dichiarazione di immediata disponibilità (DID) al lavoro rilasciata tramite il portale INPS o il Centro per l’Impiego.
- Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.
- Requisito lavorativo: almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione, indipendentemente dal minimale contributivo.
Il calcolo dei requisiti tiene conto anche dei periodi di lavoro accessorio e di alcune tipologie di contribuzione figurativa. È utile verificare la propria posizione contributiva tramite l’estratto conto INPS prima di presentare domanda.
Importo e massimale NASpI 2026: la tabella aggiornata
L’importo della NASpI si calcola sulla retribuzione media mensile imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33.
| Retribuzione media mensile | Calcolo indennità | Importo mensile 2026 |
|---|---|---|
| Fino a 1.267,91 euro (soglia di riferimento 2026) | 75% della retribuzione media mensile | Fino a circa 950,93 euro lordi |
| Oltre 1.267,91 euro | 75% della soglia + 25% della parte eccedente | Variabile, con massimale a 1.584,70 euro lordi |
| Retribuzioni molto elevate | Applicazione del tetto massimo INPS | 1.584,70 euro lordi mensili (massimale 2026) |
Il massimale di 1.584,70 euro lordi mensili è stato fissato dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, che ha applicato la rivalutazione ISTAT (+1,4%) prevista per legge rispetto all’importo in vigore nel 2025. L’importo netto effettivamente percepito è inferiore, poiché sulla NASpI si applica la tassazione IRPEF ordinaria.
Durata della NASpI
La durata della prestazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione, con un tetto massimo di 24 mesi (104 settimane). Ad esempio, un lavoratore con 4 anni di contribuzione continuativa avrà diritto alla durata massima, mentre chi ha una storia lavorativa più discontinua riceverà l’indennità per un periodo proporzionalmente più breve.
Non vengono conteggiati nel calcolo della durata i periodi già indennizzati con precedenti prestazioni di disoccupazione.
Il decalage: la riduzione dell’importo nel tempo
Un aspetto spesso sottovalutato è il cosiddetto decalage, cioè la progressiva riduzione dell’importo dell’indennità nel tempo:
- Per i beneficiari under 55, la riduzione del 3% scatta dal sesto mese di fruizione e si applica ogni mese successivo.
- Per i beneficiari over 55, la riduzione decorre invece dall’ottavo mese, una tutela pensata per chi ha maggiori difficoltà a ricollocarsi nel mercato del lavoro.
Questo meccanismo incentiva la ricerca attiva di una nuova occupazione e va tenuto in considerazione nella pianificazione del proprio budget familiare durante il periodo di disoccupazione.
Come si richiede la NASpI nel 2026
La domanda di NASpI si presenta esclusivamente in modalità telematica, attraverso tre canali alternativi:
- Portale INPS, accedendo con SPID di livello 2, Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS), seguendo il percorso “Prestazioni e Servizi” > “NASpI” > “Nuova domanda”.
- Contact Center INPS, telefonando al numero verde gratuito da rete fissa o al numero a pagamento da cellulare.
- Patronati e CAF abilitati, che assistono gratuitamente il lavoratore nella compilazione e nell’invio della domanda.
Sono necessari, tra gli altri dati: codice fiscale, IBAN per l’accredito delle mensilità, dati sull’ultimo rapporto di lavoro e sulla causale di cessazione.
Dopo l’invio, entro 15 giorni è necessario attivarsi presso il Centro per l’Impiego per sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato, requisito indispensabile per continuare a percepire l’indennità e partecipare alle politiche attive del lavoro.
Scadenza: entro 68 giorni dalla cessazione
La domanda va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Superare questo termine comporta la perdita del diritto alla prestazione, salvo comprovate cause di forza maggiore riconosciute dall’INPS.
La tempestività incide anche sulla decorrenza economica dell’indennità:
- Se la domanda è presentata entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto di lavoro.
- Se la domanda è presentata oltre l’ottavo giorno, la decorrenza è fissata al giorno stesso di presentazione della domanda, senza possibilità di recuperare i giorni intermedi.
Conviene quindi presentare la domanda il prima possibile per non perdere giorni di indennità.
NASpI e nuova occupazione: cosa succede se si trova lavoro
Se durante la fruizione della NASpI il beneficiario trova una nuova occupazione, l’indennità viene sospesa o revocata a seconda della durata e della tipologia del nuovo contratto:
- Con un contratto a tempo determinato inferiore a 6 mesi, la NASpI viene sospesa d’ufficio e riprende automaticamente al termine del contratto, se restano mensilità residue.
- Con un contratto a tempo indeterminato o superiore a 6 mesi, la NASpI viene revocata definitivamente.
- In caso di avvio di un’attività autonoma o d’impresa, è possibile richiedere l’anticipo in un’unica soluzione delle mensilità residue (NASpI anticipata), fatte salve le condizioni previste dalla normativa vigente.
Domande frequenti sulla NASpI 2026
Qual è l’importo massimo della NASpI nel 2026?
Il massimale mensile lordo per il 2026 è di 1.584,70 euro, come stabilito dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 in seguito alla rivalutazione ISTAT annuale. L’importo effettivo dipende comunque dalla retribuzione media percepita negli ultimi 4 anni di lavoro.
Quanto dura la NASpI nel 2026?
La durata massima è di 24 mesi. In concreto, spetta un numero di settimane di indennità pari alla metà delle settimane di contribuzione versate nei 4 anni precedenti la disoccupazione.
Chi ha diritto alla NASpI?
Hanno diritto alla NASpI i lavoratori dipendenti del settore privato (compresi apprendisti e soci lavoratori di cooperativa) che hanno perso involontariamente il lavoro, in possesso di almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni e di almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti.
Entro quanto tempo bisogna fare domanda di NASpI?
La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, esclusivamente in via telematica tramite portale INPS, Contact Center o patronato/CAF. Superato questo termine si perde il diritto alla prestazione, salvo casi di forza maggiore.
Cos’è il decalage della NASpI?
Il decalage è la riduzione progressiva dell’importo dell’indennità del 3% al mese. Scatta dal sesto mese di fruizione per i lavoratori under 55 e dall’ottavo mese per gli over 55.
La NASpI 2026 è compatibile con un nuovo lavoro?
Dipende dalla tipologia di contratto: con un rapporto a tempo determinato inferiore a 6 mesi la NASpI viene sospesa e può riprendere al termine del contratto; con un contratto a tempo indeterminato o superiore a 6 mesi viene invece revocata.
Conclusione
La NASpI resta nel 2026 lo strumento principale di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro, con un massimale rivalutato a 1.584,70 euro lordi mensili e una durata che può arrivare fino a 24 mesi. Conoscere con precisione requisiti, tempistiche di domanda e meccanismo del decalage è fondamentale per non perdere mensilità e per pianificare al meglio il periodo di transizione verso una nuova occupazione. In caso di dubbi sulla propria situazione contributiva o sulla compilazione della domanda, è consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF, che offre assistenza gratuita e qualificata.
