Bonus Affitto Toscana 2026: Guida al Fondo Sostegno Affitto
Punti chiave
- Non è un bonus regionale unico: è un fondo con criteri fissati dalla Regione Toscana (DGR 851/2025) e gestito tramite bandi pubblicati dai singoli Comuni, ciascuno con propria scadenza.
- Requisito principale: contratto di locazione regolarmente registrato per l’abitazione principale, residenza nel Comune del bando, ISEE del nucleo familiare non superiore a 16.500 euro.
- Due fasce di reddito: Fascia A (ISE fino a 16.114,80 €) e Fascia B (ISE tra 16.114,81 € e 32.724,49 €), con incidenza minima del canone sul reddito rispettivamente del 14% e del 24%.
- Importi massimi: fino a 3.100 euro annui per la Fascia A e fino a 2.325 euro annui per la Fascia B (limiti fissati a livello regionale, salvo integrazioni comunali).
- Domanda al Comune di residenza, online con SPID/CIE/CNS, entro i termini del bando locale: non esiste un’unica scadenza per tutta la Toscana.
- Non è cumulabile con altri contributi pubblici per la stessa finalità nello stesso periodo (ERP, morosità incolpevole, altri bonus casa), salvo il caso della quota B dell’Assegno di Inclusione, gestita con decurtazione.
- Verifica sempre il bando del tuo Comune: requisiti di dettaglio, punteggi di priorità e alcune soglie possono variare leggermente da un Comune all’altro all’interno dei paletti fissati dalla Regione.
Cos’è il Fondo Sostegno Affitto in Toscana
Il Fondo Sostegno Affitto (a volte chiamato anche “contributo affitto” o, impropriamente, “bonus affitto”) nasce dalla legge nazionale 431/1998, che ha istituito un fondo destinato a sostenere le famiglie in locazione con redditi medio-bassi. In Toscana la Regione stabilisce ogni anno (o con delibere pluriennali, come quella attualmente in vigore) i criteri di accesso e di calcolo del contributo, mentre l’erogazione materiale avviene tramite bandi comunali, finanziati con risorse regionali integrate da fondi propri del Comune.
Il riferimento normativo attualmente in vigore è la Deliberazione della Giunta Regionale Toscana n. 851 del 23 giugno 2025, che ha definito criteri, fasce e importi applicati dai Comuni nei bandi 2026. Questo significa che il contenuto del bando è sostanzialmente uniforme in tutta la regione, ma i Comuni pubblicano avvisi autonomi con proprie tempistiche di apertura, chiusura e pubblicazione delle graduatorie.
Chi può fare domanda: i requisiti
I requisiti riportati di seguito sono quelli previsti dalla DGR 851/2025 e ripresi nei bandi comunali (ad esempio quello del Comune di Sesto Fiorentino, pubblicato il 10 aprile 2026). Il tuo Comune potrebbe declinarli con lievi variazioni locali, ma la sostanza è la stessa in tutta la Toscana.
Requisiti anagrafici e di soggiorno
- Cittadinanza italiana, di uno Stato UE, oppure extra-UE con regolare soggiorno (permesso di soggiorno in corso di validità).
- Residenza anagrafica nel Comune presso cui si presenta domanda, nell’immobile per cui si chiede il contributo.
Requisiti sul contratto di locazione
- Contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato (o con opzione cedolare secca comunicata al conduttore), per l’abitazione principale.
- Sono esclusi gli immobili di categoria catastale A1 (signorile), A8 (ville) e A9 (castelli/palazzi di pregio), gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) e gli alloggi con caratteristiche di edilizia agevolata.
- Non sono ammessi i contratti di locazione a carattere transitorio nella generalità dei casi (salvo eccezioni specifiche previste da alcuni bandi per studenti o categorie particolari).
Requisiti patrimoniali (in aggiunta all’ISEE)
- Non titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un alloggio adeguato alle esigenze del nucleo entro 50 km dal Comune di residenza.
- Valore complessivo degli immobili posseduti (parametro IMU/IVIE) non superiore a 25.000 euro.
- Patrimonio mobiliare (ai fini ISEE) non superiore a 25.000 euro.
- Patrimonio complessivo (immobiliare + mobiliare) non superiore a 40.000 euro.
Requisito economico: ISEE/ISE
Il nucleo familiare deve avere un valore ISEE non superiore a 16.500 euro e rientrare in una delle due fasce di reddito descritte nella sezione seguente, calcolate sul valore ISE (indicatore della situazione economica, prima dell’applicazione della scala di equivalenza).
Assenza di altri sostegni per lo stesso periodo
Chi ha già ricevuto, per lo stesso periodo, altri contributi pubblici a titolo di sostegno alloggiativo (ad esempio contributi per morosità incolpevole, contributi Giovanisì per l’affitto, altri bonus casa con la medesima finalità) non può cumulare il Fondo Sostegno Affitto per lo stesso arco temporale. Fa eccezione la quota B dell’Assegno di Inclusione (ADI), che viene gestita tramite decurtazione dell’importo del contributo.
Fasce di reddito e importi del contributo
Il contributo non è un importo fisso uguale per tutti: viene calcolato in modo da ridurre l’incidenza del canone annuo (al netto degli oneri accessori) sul valore ISE del nucleo, entro i tetti massimi stabiliti dalla Regione. Ecco i parametri ufficiali applicati nei bandi comunali 2026, basati sulla DGR 851/2025:
| Fascia | Valore ISE | Incidenza minima canone/ISE | Importo massimo annuo |
|---|---|---|---|
| Fascia A | Fino a 16.114,80 € | Non inferiore al 14% | Fino a 3.100,00 € |
| Fascia B | Da 16.114,81 € a 32.724,49 € | Non inferiore al 24% | Fino a 2.325,00 € |
In ogni caso il valore ISEE del nucleo (che si ottiene dividendo l’ISE per la scala di equivalenza familiare) non deve superare 16.500 euro. Se l’ISE supera 32.724,49 euro, oppure l’ISEE supera 16.500 euro, la domanda non viene accolta.
Alcune regole aggiuntive stabilite a livello regionale, riprese nei bandi comunali:
- Il contributo non può comunque essere inferiore a 200 euro, rapportato al numero di mensilità per cui viene riconosciuto.
- I contributi vengono erogati seguendo prima la Fascia A e poi la Fascia B, in base alle risorse effettivamente disponibili: la posizione in graduatoria non garantisce automaticamente l’intero importo teorico se i fondi comunali si esauriscono.
- Il canone di riferimento è quello indicato nel contratto registrato, al netto delle spese accessorie (condominio, riscaldamento, ecc.).
Come fare domanda
La domanda si presenta esclusivamente al Comune di residenza, non alla Regione Toscana, e nella quasi totalità dei casi tramite piattaforma telematica dedicata, con autenticazione tramite:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
- CIE (Carta d’Identità Elettronica)
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi / tessera sanitaria)
Documenti generalmente richiesti
- Attestazione ISEE in corso di validità
- Copia integrale del contratto di locazione registrato
- Documento di identità del richiedente
- Documentazione attestante il pagamento dell’imposta di registro o l’opzione cedolare secca
- Eventuale documentazione per invalidità, sfratto esecutivo, aiuti economici da terzi (a seconda della propria situazione e dei punteggi di priorità previsti dal bando)
Dopo l’ammissione: le ricevute di pagamento
Essere inseriti in graduatoria non basta per ricevere il contributo: bisogna poi dimostrare l’effettivo pagamento del canone. Nella maggior parte dei bandi 2026 questa documentazione (ricevute di pagamento, bonifici, quietanze) va presentata a gennaio dell’anno successivo (ad esempio dal 4 al 28 gennaio 2027 per i canoni pagati nel 2026), tramite la stessa piattaforma usata per la domanda. Il contributo viene liquidato in un’unica soluzione dopo questa fase.
Scadenze 2026: perché cambiano da Comune a Comune
Non esiste una scadenza unica valida per tutta la Toscana. Ogni Comune pubblica il proprio bando nel corso dell’anno, spesso in primavera, con finestre di presentazione della domanda di poche settimane. Alcuni esempi reali verificati per il 2026:
| Comune | Apertura domande 2026 | Scadenza domande 2026 |
|---|---|---|
| Sesto Fiorentino (FI) | 6 maggio 2026 | 4 giugno 2026 (bando chiuso) |
| Fiesole (FI) | – | 27 maggio 2026 (bando chiuso) |
| Unione Comuni Chianti Fiorentino | – | 19 luglio 2026 |
Come si vede dalla tabella, alla data di questo articolo (18 luglio 2026) alcuni bandi in Toscana sono già scaduti, mentre altri sono ancora aperti o prossimi alla chiusura. Per questo motivo il primo passo concreto è cercare “bando contributo affitto 2026” seguito dal nome del proprio Comune, oppure contattare l’ufficio Politiche per la casa o i servizi sociali del proprio Comune di residenza. Se il bando del tuo Comune per il 2026 è già scaduto, tieni pronta la documentazione (ISEE aggiornato, contratto registrato) per partecipare al bando dell’anno successivo, che tipicamente viene pubblicato nella prima parte dell’anno.
Una misura specifica per i giovani “Care Leavers”
Accanto al Fondo Sostegno Affitto ordinario, la Regione Toscana gestisce nell’ambito del progetto Giovanisì una misura distinta e più mirata, riservata ai cosiddetti Care Leavers: giovani tra i 18 e i 21 anni che vivono fuori dal nucleo familiare di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria (affido, comunità residenziale). Per questa misura specifica:
- Il contributo varia da 2.700 a 4.200 euro annui, per una durata di 3 anni.
- Richiede un ISEE individuale non superiore a 9.360 euro.
- Ha un bando distinto, con propri termini e proprie risorse (ultimo bando disponibile con domande presentabili fino al 3 giugno 2025).
Si tratta di una misura diversa dal Fondo Sostegno Affitto generico e riguarda una platea molto ristretta di beneficiari: se non rientri nella categoria dei Care Leavers, il programma di riferimento resta il Fondo Sostegno Affitto comunale descritto sopra.
Cosa NON è il bonus affitto Toscana 2026
Per chiarezza, è importante non confondere il Fondo Sostegno Affitto con altre misure con nomi simili:
- Detrazione fiscale per l’affitto: agevolazione nazionale in dichiarazione dei redditi (per giovani under 31, contratti a canone concordato, ecc.), gestita tramite modello 730/Redditi PF, indipendente dal fondo regionale/comunale toscano.
- Contributo per morosità incolpevole: misura separata destinata a chi ha accumulato debiti d’affitto per cause oggettive (perdita del lavoro, malattia, ecc.), non cumulabile con il Fondo Sostegno Affitto per lo stesso periodo.
- Edilizia Residenziale Pubblica (ERP): assegnazione di alloggi popolari, procedura e requisiti differenti rispetto al contributo in denaro qui descritto.
Domande frequenti
Esiste davvero un “bonus affitto Toscana 2026”?
Non con questo nome specifico e non come misura unica regionale a scadenza fissa. Esiste il Fondo Sostegno Affitto, disciplinato dalla DGR 851/2025 della Regione Toscana e attuato tramite bandi comunali attivi nel 2026, con requisiti e importi sostanzialmente uniformi ma scadenze diverse Comune per Comune.
Qual è l’importo massimo del contributo nel 2026?
Fino a 3.100 euro annui per i nuclei in Fascia A (ISE fino a 16.114,80 €) e fino a 2.325 euro annui per i nuclei in Fascia B (ISE tra 16.114,81 € e 32.724,49 €), sempre nel rispetto del tetto ISEE di 16.500 euro e nei limiti delle risorse effettivamente disponibili nel Comune.
Dove si presenta la domanda?
Al Comune di residenza, quasi sempre online tramite SPID, CIE o CNS, secondo le modalità indicate nel bando pubblicato dal proprio Comune. Non si presenta alla Regione Toscana.
Il bando del mio Comune è già scaduto: posso fare ancora domanda?
Se la finestra di presentazione del bando 2026 del tuo Comune è chiusa, in genere non è possibile presentare domanda fuori termine per quell’annualità. Conviene preparare i documenti (ISEE aggiornato, contratto di locazione registrato) in vista del bando dell’anno successivo, verificando periodicamente il sito del proprio Comune o l’albo pretorio online.
Il contributo è cumulabile con altri aiuti per la casa?
No, non per lo stesso periodo e con la stessa finalità: non è cumulabile con contributi per morosità incolpevole, con l’assegnazione di alloggi ERP nello stesso periodo, né con altri bonus casa con analoga finalità. Fa eccezione la quota B dell’Assegno di Inclusione, gestita con decurtazione dell’importo.
Servono documenti diversi dall’ISEE per avere priorità in graduatoria?
Sì: molti bandi comunali attribuiscono punteggi aggiuntivi per ISEE particolarmente basso, età over 65, presenza di componenti con invalidità o disabilità grave, nuclei monogenitoriali con figli minori, famiglie numerose o casi di sfratto esecutivo. I criteri esatti vanno verificati nel bando del proprio Comune.
Conclusione
Il “bonus affitto Toscana 2026” corrisponde in pratica al Fondo Sostegno Affitto, un contributo reale e attivo, disciplinato dalla Regione (DGR 851/2025) ma gestito ed erogato dai singoli Comuni tramite bandi con proprie scadenze. Prima di cercare informazioni generiche, il passo più utile è individuare il bando specifico del proprio Comune di residenza, verificarne i termini di apertura e chiusura e preparare per tempo ISEE e contratto di locazione registrato: questi due documenti sono il requisito di base per accedere, a prescindere dal Comune in cui si presenta domanda. In assenza di un bando aperto nel proprio Comune, conviene comunque tenere la documentazione pronta per la finestra successiva, poiché il fondo viene rifinanziato su base annuale.
