Bonus Affitto Marche 2026: Guida a Fondo Locazione e Bandi Comunali
Nelle Marche non esiste, ad oggi, un “bonus affitto regionale” unico con un bando unificato e un importo fisso valido per tutto il 2026. Il sostegno al pagamento del canone di locazione passa attraverso il Fondo nazionale per il sostegno alla locazione (previsto dall’art. 11 della legge 431/1998), che la Regione Marche ripartisce ogni anno ai Comuni sulla base di criteri propri, e attraverso bandi comunali autonomi, ciascuno con importi, scadenze e requisiti ISEE differenti. In questa guida trovi la situazione reale aggiornata a luglio 2026, come funziona il meccanico regionale, un caso concreto (il bando del Comune di Ancona) e come muoverti per non perdere la finestra utile nel tuo Comune.
Punti chiave
- Non c’è un bando regionale unico per il 2026: la Regione Marche non eroga direttamente contributi ai singoli cittadini, ma assegna le risorse del Fondo nazionale locazione ai Comuni, che a loro volta pubblicano bandi propri.
- Il quadro regionale di riferimento resta la DGR n. 1288/2009 e successive modifiche (DGR 293/2010 e DGR 943/2012), che fissano due fasce di reddito (A e B) calcolate sull’assegno sociale INPS.
- Ogni Comune marchigiano decide autonomamente importi, canone massimo ammissibile, dotazione finanziaria e scadenza del proprio bando annuale.
- Esempio concreto e verificabile: il Comune di Ancona ha gestito nel 2025-2026 un bando con dotazione di 245.000 euro e canone mensile massimo ammesso di 700 euro.
- Per legge i Comuni devono pubblicare il bando entro il 30 settembre di ogni anno e comunicare il fabbisogno alla Regione entro il 30 novembre.
- Il contributo non è cumulabile con la detrazione fiscale IRPEF prevista per gli inquilini con contratto di locazione registrato.
- Non esistono, al momento della scrittura, importi ufficiali validi “per tutte le Marche nel 2026”: vanno verificati bando per bando, Comune per Comune.
Cos’è il “bonus affitto” nelle Marche: come funziona davvero
Quando si parla di “bonus affitto Marche” ci si riferisce quasi sempre al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, istituito dall’art. 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431. Le risorse stanziate dallo Stato vengono ripartite tra le Regioni, che a loro volta le assegnano ai Comuni per la concessione di contributi finalizzati a ridurre l’incidenza del canone di locazione sul reddito familiare (misurato tramite ISEE).
In Regione Marche la gestione del fondo è regolata dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 1288 del 3 agosto 2009 e dalle successive modifiche (DGR 293/2010 e DGR 943/2012), che definiscono criteri, fasce di reddito e modalità di riparto ai Comuni. L’ufficio regionale competente è il Settore Urbanistica, Paesaggio ed Edilizia Residenziale Pubblica della Giunta regionale.
È importante distinguere due livelli:
- Il livello regionale: la Regione riceve i fondi statali e li distribuisce ai Comuni in base al fabbisogno dichiarato. L’ultimo riparto pubblicato sul sito ufficiale della Regione Marche risale al decreto del Ministero delle Infrastrutture del 13 luglio 2022 (7.844.900,69 euro assegnati alla Regione) e al successivo decreto dirigenziale n. 71/2022 di riparto ai Comuni. Alla data di redazione di questo articolo non risultano pubblicati, sul portale regionale, importi di riparto specifici per l’anno 2026: questo non significa che il fondo sia stato soppresso, ma che lo stanziamento statale annuale e il relativo riparto vanno verificati di anno in anno.
- Il livello comunale: ogni Comune, ricevute (o anticipate con risorse proprie) le risorse, pubblica un proprio bando pubblico con la propria modulistica, i propri requisiti di canone massimo e la propria scadenza. È qui che il cittadino presenta effettivamente la domanda.
Esiste anche una misura straordinaria “Piattaforma 210 – Misura 18”, attivata dalla Regione Marche durante l’emergenza Covid-19 (domande dal 30 giugno al 24 luglio 2020, dotazione 4.045.000 euro): si tratta di una misura una tantum ormai conclusa, non riproposta per il 2026, che talvolta viene ancora citata online in modo fuorviante come se fosse un bando attivo.
Chi gestisce il fondo in Regione Marche
| Ente/Ufficio | Ruolo | Riferimento |
|---|---|---|
| Regione Marche – Settore Urbanistica, Paesaggio ed Edilizia Residenziale Pubblica | Riparto risorse statali ai Comuni, indirizzi generali (DGR 1288/2009) | tel. 071.806.3536 – PEC regione.marche.paesaggioterritorio@emarche.it |
| Comune di residenza | Pubblicazione bando, raccolta domande, erogazione contributo | Ufficio Politiche Abitative / Servizi Sociali del Comune |
| INPS / CAF | Rilascio attestazione ISEE necessaria per la domanda | Sportelli INPS o CAF convenzionati |
Requisiti per accedere al contributo affitto
I requisiti generali indicati dalla normativa regionale (DGR 1288/2009 e s.m.i.), poi declinati da ciascun Comune nel proprio bando, sono tipicamente:
- Residenza anagrafica nel Comune che pubblica il bando, in un alloggio condotto in locazione ad uso abitativo (in genere con contratto regolarmente registrato);
- Immobile non di lusso: sono escluse le categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di pregio), oltre agli alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata;
- Valore ISEE del nucleo familiare entro la Fascia A o la Fascia B previste dalla delibera regionale (vedi tabella sotto);
- Non essere titolari di un alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare nella provincia di residenza;
- Rispetto di eventuali limiti di canone mensile massimo fissati dal singolo Comune (ad esempio, nel bando del Comune di Ancona il canone non doveva superare 700 euro mensili al netto degli oneri accessori).
Attenzione: questi sono i criteri “quadro”. Ogni Comune può aggiungere condizioni proprie (numero di mensilità coperte, documentazione richiesta, cause di morosità incolpevole, ecc.), quindi il bando del proprio Comune resta sempre il documento di riferimento definitivo.
Le due fasce di reddito ISEE (criterio regionale)
La delibera regionale collega le soglie ISEE all’importo annuo dell’assegno sociale INPS, che nel 2026 è pari a 546,24 euro al mese per tredici mensilità, cioè 7.101,12 euro annui. Applicando il criterio regionale ai valori 2026, lo schema è il seguente (i Comuni possono comunque fissare massimali propri nei singoli bandi):
| Fascia | Soglia ISEE indicativa 2026 | Riduzione incidenza canone | Contributo massimo indicativo |
|---|---|---|---|
| Fascia A | ISEE non superiore a 1 assegno sociale annuo (circa 7.101 euro) | Fino al 30% del canone rispetto al reddito | Fino a 1/2 dell’assegno sociale annuo (circa 3.550 euro) |
| Fascia B | ISEE non superiore a 2 assegni sociali annui (circa 14.202 euro) | Fino al 40% del canone rispetto al reddito | Fino a 1/4 dell’assegno sociale annuo (circa 1.775 euro) |
I Comuni possono inoltre aumentare il contributo fino a un ulteriore 25% per nuclei familiari con ultrasessantacinquenni, persone con disabilità, famiglie numerose (oltre cinque componenti) o altre situazioni di particolare fragilità sociale, anche oltre il tetto massimo di fascia.
Nota metodologica: gli importi in euro riportati in tabella sono un calcolo indicativo, ottenuto applicando la regola regionale (multipli e frazioni dell’assegno sociale) al valore aggiornato dell’assegno sociale INPS 2026. Non sostituiscono l’importo effettivo stabilito nel bando del singolo Comune, che resta l’unico documento vincolante.
Importi reali: quanto si può ricevere nelle Marche nel 2026
Non esiste un importo unico valido per tutta la regione: dipende dal bando comunale e dalle risorse disponibili. Per dare un’idea concreta e verificata, ecco i dati reali di un bando comunale marchigiano recente:
| Comune | Periodo di riferimento | Dotazione finanziaria | Requisito canone | Esclusioni |
|---|---|---|---|---|
| Ancona | Bando canone di locazione, graduatoria definitiva approvata a febbraio 2026 | 245.000 euro | Canone mensile non superiore a 700 euro (al netto oneri accessori) | Categorie catastali A1, A8, A9; alloggi ERP sovvenzionata |
Questo esempio mostra bene la logica del sistema: dotazioni finanziarie limitate, ripartite in base a graduatoria ISEE, con importi finali per singolo nucleo che dipendono dal numero di domande ammesse e dalle risorse residue. Per conoscere l’importo effettivo che potresti ricevere devi consultare il bando in vigore nel tuo Comune di residenza.
Come fare domanda
- Richiedi l’attestazione ISEE in corso di validità (ordinaria o corrente) presso un CAF, un patronato o online tramite i servizi INPS.
- Verifica se il tuo Comune ha pubblicato il bando per l’anno 2026: consulta il sito istituzionale del Comune, la sezione Albo Pretorio o l’Ufficio Politiche Abitative/Servizi Sociali.
- Raccogli la documentazione richiesta: contratto di locazione registrato, documento d’identità, codice fiscale, IBAN, ricevute di pagamento del canone (se richieste dal bando).
- Compila la domanda con la modulistica scaricabile dal sito del Comune (in alcuni casi la presentazione avviene tramite piattaforme telematiche con autenticazione SPID).
- Rispetta la scadenza indicata nel bando: le domande fuori termine normalmente non vengono ammesse.
- Attendi la graduatoria: il Comune pubblica l’elenco degli ammessi in base all’ISEE e alle risorse disponibili, poi procede alla liquidazione del contributo (spesso al locatore o, a seconda del bando, al conduttore).
Scadenze 2026: cosa sapere
Non c’è una scadenza regionale unica. Il quadro procedurale previsto dalla DGR 1288/2009 stabilisce due date “di sistema” che riguardano il rapporto tra Comuni e Regione, non direttamente il cittadino:
- Entro il 30 settembre: i Comuni devono pubblicare il proprio bando pubblico rivolto ai cittadini;
- Entro il 30 novembre: i Comuni devono comunicare alla Regione Marche il fabbisogno di risorse, tramite apposito modulo generato dal sistema SIERP.
Le scadenze effettive per la presentazione della domanda da parte del cittadino variano da Comune a Comune e da anno ad anno: alcuni bandi restano aperti poche settimane, altri più a lungo. L’unico modo per non perdere la finestra utile è monitorare periodicamente il sito del proprio Comune nella seconda metà dell’anno.
Domande frequenti
Esiste un bonus affitto regionale unico per le Marche nel 2026?
No. Non esiste un bando regionale unico con un modulo di domanda unico e un importo fisso per tutti i cittadini marchigiani. Esiste il Fondo nazionale per il sostegno alla locazione, che la Regione ripartisce ai Comuni secondo i criteri della DGR 1288/2009, e ogni Comune pubblica poi un proprio bando autonomo.
Chi può richiedere il contributo affitto nelle Marche?
In generale possono fare domanda i residenti nel Comune che pubblica il bando, titolari di un contratto di locazione registrato per un’abitazione non di lusso (non A1, A8, A9), con un valore ISEE entro le soglie di Fascia A o Fascia B previste dalla normativa regionale e senza altre proprietà immobiliari adeguate. I requisiti esatti sono definiti nel bando del singolo Comune.
Qual è l’ISEE massimo per accedere al bonus?
Il criterio regionale fissa due fasce legate all’assegno sociale INPS: Fascia A fino a un assegno sociale annuo (circa 7.101 euro nel 2026) e Fascia B fino a due assegni sociali annui (circa 14.202 euro nel 2026). Attenzione: alcuni bandi comunali possono prevedere soglie ISEE diverse, quindi verifica sempre il bando specifico.
Il contributo è cumulabile con la detrazione fiscale IRPEF per l’affitto?
No. Ai sensi dell’art. 10, comma 2, della legge 431/1998, la detrazione fiscale prevista per gli inquilini con contratto di locazione non è cumulabile con il contributo del Fondo sostegno alla locazione. Chi riceve il contributo comunale non può quindi beneficiare anche della detrazione IRPEF per lo stesso periodo.
Dove e quando presentare la domanda nel proprio Comune?
La domanda va presentata all’Ufficio Politiche Abitative o Servizi Sociali del Comune di residenza, seguendo le modalità e la modulistica indicate nel bando pubblicato (in genere reperibile sul sito istituzionale del Comune o all’Albo Pretorio). Le scadenze variano da Comune a Comune: alcuni bandi vengono pubblicati in autunno, altri in periodi diversi dell’anno.
Cosa fare se il proprio Comune non ha ancora pubblicato il bando 2026?
È utile contattare direttamente l’ufficio comunale competente (Politiche Abitative o Servizi Sociali) per sapere se il bando è in preparazione, iscriversi a eventuali newsletter comunali o consultare periodicamente la sezione bandi/avvisi del sito del Comune. Se il Comune non ha ancora ricevuto il riparto regionale, il bando potrebbe uscire più avanti nell’anno rispetto agli anni precedenti.
Conclusione
Il “bonus affitto Marche 2026” non è, nella realtà, un’unica misura regionale con importo fisso, ma un sistema a due livelli: risorse statali ripartite dalla Regione ai Comuni secondo i criteri della DGR 1288/2009, e bandi comunali autonomi che definiscono importi, requisiti di canone e scadenze specifiche. L’esempio del Comune di Ancona (dotazione 245.000 euro, canone massimo 700 euro mensili) mostra bene come funzionano in pratica questi bandi. Per non perdere l’occasione, il consiglio più utile resta uno solo: procurati l’ISEE aggiornato e monitora con regolarità il sito del tuo Comune di residenza, verificando in particolare la sezione dedicata a bandi e avvisi pubblici tra fine estate e fine anno.
Fonti consultate: Regione Marche – Fondo sostegno affitti; Regione Marche – Piattaforma 210 – Sostegno alla locazione; Comune di Ancona – Contributo alla locazione, bando pubblicato; INPS – Assegno sociale 2026. Articolo aggiornato al 18 luglio 2026; si raccomanda di verificare eventuali aggiornamenti sui siti ufficiali di Regione Marche e del proprio Comune.
