Assegno Unico: come fare domanda nel 2026

Assegno Unico: come fare domanda nel 2026

La domanda di Assegno Unico e Universale (AUU) si presenta all’INPS in quattro modi: online sul portale con SPID, CIE o CNS, tramite l’app INPS Mobile, rivolgendosi a un Patronato, oppure telefonando al contact center INPS. Chi riceve già la prestazione con una domanda in stato “accolta” non deve ripresentarla: basta aggiornare l’ISEE ogni anno. In questa guida trovi requisiti, documenti necessari, canali di invio, scadenze e le situazioni in cui è invece obbligatorio presentare una nuova domanda o un aggiornamento.

Punti chiave

  • 4 canali per fare domanda: portale INPS online, App INPS Mobile, Patronato, contact center INPS.
  • Chi ha già una domanda “accolta” non deve rifarla: rinnovo automatico, basta aggiornare l’ISEE.
  • Documenti necessari: dati anagrafici, codici fiscali, IBAN, SPID/CIE/CNS, attestazione ISEE.
  • ISEE da aggiornare entro il 28 febbraio 2026 per l’importo pieno da marzo, entro il 30 giugno 2026 per non perdere gli arretrati.
  • La domanda può essere presentata da uno dei genitori, da un tutore o dal figlio maggiorenne.

Chi può fare domanda: requisiti

L’Assegno Unico spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa e dal reddito: dipendenti pubblici e privati, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. Si può fare domanda anche senza ISEE o con un ISEE superiore alla soglia massima prevista per il 2026 (46.582,71 euro), ma in questo caso si riceve solo l’importo minimo.

Per presentare la domanda occorre possedere, al momento della richiesta e per tutta la durata del beneficio, questi requisiti:

  • Cittadinanza: cittadino italiano o di uno Stato UE, oppure cittadino extra-UE titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, permesso unico di lavoro di durata superiore a sei mesi, o permesso per motivi di ricerca.
  • Fiscalità: essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia.
  • Residenza: essere residente e domiciliato in Italia.
  • Requisito di soggiorno: essere stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale.

L’assegno spetta per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni. Per i figli maggiorenni (18-21 anni) è necessario che il figlio si trovi in almeno una di queste condizioni: frequenti l’università o un corso di formazione scolastica o professionale, svolga un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito sotto la soglia prevista, sia disoccupato e iscritto ai servizi per l’impiego, oppure svolga il servizio civile universale. Per i figli con disabilità non sono previsti limiti di età.

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I 4 canali per presentare la domanda

  1. Portale INPS online: accesso diretto al servizio dedicato con identità digitale SPID (almeno livello 2), CIE o CNS.
  2. App INPS Mobile: stessa procedura del portale web, disponibile da smartphone e tablet.
  3. Patronato: gli operatori compilano e inviano la domanda per conto del richiedente, verificando la correttezza dei dati inseriti. Utile per chi non ha dimestichezza con le procedure digitali o vuole evitare errori.
  4. Contact center INPS: numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164.164 (da rete mobile, con tariffa del gestore telefonico).

La domanda può essere presentata da uno dei due genitori che esercita la responsabilità genitoriale, indipendentemente dalla convivenza con il figlio, da un tutore, oppure direttamente dal figlio al raggiungimento della maggiore età.

Documenti necessari

Sia per la domanda autonoma sia per quella tramite Patronato, occorre avere a disposizione:

  • Dati anagrafici e codici fiscali del richiedente, dell’altro genitore e di tutti i figli interessati.
  • Identità digitale (SPID livello 2, CIE o CNS), solo per la domanda autonoma online.
  • Coordinate bancarie (IBAN): il conto deve essere intestato o cointestato al richiedente.
  • Attestazione ISEE valida: non obbligatoria per presentare la domanda, ma indispensabile per ottenere l’importo corretto anziché quello minimo.

Cosa indicare in fase di compilazione

Durante la compilazione, il genitore richiedente può scegliere le modalità di pagamento preferite e indicare eventualmente anche i dati dell’altro genitore, se si opta per la ripartizione dell’assegno al 50%. In caso di affidamento esclusivo, il richiedente può chiedere la corresponsione del 100% dell’importo spettante.

Chi deve rifare la domanda e chi no

La domanda ha durata annuale, ma per chi ha già una prestazione in corso con domanda in stato “accolta” il rinnovo è automatico: non serve presentare una nuova domanda ogni anno. È comunque obbligatorio comunicare all’INPS eventuali variazioni tramite una DSU aggiornata, tra cui:

  • nascita di un nuovo figlio;
  • variazione o inserimento della condizione di disabilità di un figlio;
  • variazioni sulla frequenza scolastica o formativa del figlio maggiorenne (18-21 anni);
  • separazione o matrimonio dei genitori;
  • modifica dei criteri di ripartizione dell’assegno tra i genitori;
  • variazione delle condizioni per le maggiorazioni previste;
  • modifica delle modalità di pagamento scelte.
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Una nuova domanda è invece necessaria per chi richiede la prestazione per la prima volta, oppure per chi ha una domanda in stato respinta, revocata o decaduta, o in caso di rinuncia precedente.

Scadenze ISEE 2026 da rispettare

Per continuare a ricevere l’importo pieno spettante durante tutto l’anno, l’ISEE va aggiornato entro il 28 febbraio 2026. Senza un ISEE aggiornato al nuovo anno, dal 1° marzo 2026 l’Assegno Unico viene erogato con il solo importo minimo (58,30 euro per figlio minorenne).

Chi presenta la DSU dopo il 1° marzo ma entro il 30 giugno 2026 ottiene comunque l’assegno ricalcolato con tutti gli arretrati a partire da marzo. Per le domande successive al 30 giugno, l’assegno viene erogato dal mese successivo alla presentazione, senza diritto agli arretrati, ed è calcolato sull’ISEE disponibile in quel momento.

Il simulatore INPS e l’assistente virtuale

Prima di presentare la domanda, è possibile calcolare l’importo spettante con il servizio di simulazione disponibile sul sito INPS, alla voce “Simulatore” nella sezione dedicata all’Assegno Unico. Il simulatore propone domande dinamiche e restituisce una stima dell’importo comprensiva delle eventuali maggiorazioni, ma il suo utilizzo non sostituisce la presentazione della domanda vera e propria. Sullo stesso sito è disponibile anche un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale generativa, che risponde a domande specifiche sulla prestazione.

Dopo la domanda: verifica ed esito

Lo stato della domanda e gli accrediti possono essere controllati accedendo al Fascicolo Previdenziale del cittadino, nell’area riservata del portale INPS, tramite SPID, CIE o CNS. Attraverso il Centro Notifiche è inoltre possibile monitorare le date di pagamento. Per chi presenta una domanda per la prima volta, la prima mensilità viene generalmente accreditata nell’ultima settimana del mese successivo a quello della presentazione, insieme a eventuali conguagli a credito o a debito.

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Domande frequenti

Come si fa domanda per l’Assegno Unico?

Online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, tramite l’app INPS Mobile, rivolgendosi a un Patronato oppure chiamando il contact center INPS al numero 803.164 o 06 164.164.

Devo rifare la domanda ogni anno?

No, se la domanda è in stato “accolta” la prestazione si rinnova automaticamente: basta aggiornare l’ISEE. Una nuova domanda serve solo per la prima richiesta, oppure se la domanda precedente è stata respinta, revocata, decaduta, o in caso di rinuncia.

Quali documenti servono per presentare la domanda?

Dati anagrafici e codici fiscali del richiedente, dell’altro genitore e dei figli, un IBAN intestato o cointestato al richiedente, l’identità digitale (SPID, CIE o CNS) per la domanda autonoma e l’attestazione ISEE per ottenere l’importo corretto.

Chi può presentare la domanda?

Uno dei due genitori che esercita la responsabilità genitoriale, indipendentemente dalla convivenza con il figlio, un tutore, oppure il figlio stesso al compimento della maggiore età.

Cosa succede se non aggiorno l’ISEE entro le scadenze?

Senza ISEE aggiornato entro il 28 febbraio 2026, dal 1° marzo l’assegno viene erogato con l’importo minimo. Presentando la DSU entro il 30 giugno 2026 si recuperano comunque gli arretrati da marzo; oltre questa data gli arretrati non sono più riconosciuti.

L’Assegno Unico è compatibile con l’Assegno di Inclusione?

Sì, le due prestazioni sono compatibili, ma non c’è erogazione automatica: le famiglie che percepiscono l’Assegno di Inclusione devono comunque presentare un’apposita domanda per l’Assegno Unico, che viene corrisposto per intero, senza decurtazioni.

Conclusione

Presentare la domanda di Assegno Unico è un passaggio semplice se si conoscono i canali disponibili e i documenti richiesti, ma la parte più delicata riguarda le scadenze legate all’ISEE: aggiornarlo entro il 28 febbraio evita interruzioni nell’importo pieno, mentre la scadenza del 30 giugno è l’ultima occasione per recuperare gli arretrati da marzo. Chi ha già una domanda accolta non deve preoccuparsi di ripresentarla ogni anno, ma deve ricordarsi di comunicare tempestivamente ogni variazione familiare rilevante, dalla nascita di un figlio a un cambiamento nella condizione dei figli maggiorenni.

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