Bonus Facciate: è ancora attivo? Guida e alternative
Il Bonus Facciate non esiste più: la detrazione fiscale del 90% (poi ridotta al 60%) per il rifacimento delle facciate esterne degli edifici è scaduta definitivamente il 31 dicembre 2022 e non è stata prorogata né dalla Legge di Bilancio 2023, né dalle manovre successive, inclusa quella per il 2026. Chi cerca oggi il “bonus facciate 2026” deve sapere che questa agevolazione specifica non è più in vigore. Esistono però alternative concrete e attive per lo stesso tipo di lavori: il Bonus Ristrutturazioni ordinario e, in alcuni casi, l’Ecobonus. In questo articolo chiariamo la situazione normativa reale, senza inventare proroghe inesistenti, e spieghiamo quali strumenti fiscali puoi effettivamente utilizzare quest’anno per riqualificare la facciata della tua abitazione.
Punti chiave
- Il Bonus Facciate è scaduto il 31 dicembre 2022 e nel 2026 non è attivo: nessuna proroga è stata inserita nelle ultime leggi di bilancio.
- Per interventi sulle facciate (tinteggiatura, pulitura, ripristino intonaci) si può ricorrere al Bonus Ristrutturazioni, con detrazione IRPEF del 50% per l’abitazione principale (36% per le altre unità immobiliari) su un tetto di spesa di 96.000 euro.
- Se l’intervento sulla facciata ha anche finalità di efficientamento energetico (es. cappotto termico), può rientrare nell’Ecobonus, con aliquota unica del 36%, elevata al 50% per l’abitazione principale.
- Dal 2025 sono esclusi dagli incentivi gli interventi che prevedono l’installazione di caldaie a combustibili fossili.
- I contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro sono soggetti a nuovi limiti di detraibilità IRPEF introdotti dal 2025.
- La detrazione va sempre ripartita in 10 quote annuali di pari importo, salvo diverse modalità previste per specifici bonus.
Bonus Facciate: perché nel 2026 non è più disponibile
Il Bonus Facciate è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 160/2019) come misura straordinaria per incentivare il recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, con una detrazione IRPEF/IRES inizialmente pari al 90% delle spese sostenute, senza limiti di spesa massima e senza necessità di rispettare i massimali tipici di altri bonus edilizi.
La misura ha subito una prima riduzione con la Legge di Bilancio 2022, che ha abbassato l’aliquota al 60% per le spese sostenute nel corso di quell’anno. Successivamente, con la Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), il Governo ha scelto di non prorogare ulteriormente l’agevolazione, che si è quindi estinta il 31 dicembre 2022.
Da allora, nessuna delle manovre finanziarie successive — comprese quelle per il 2024, il 2025 e il 2026 — ha reintrodotto il Bonus Facciate. Anche la Legge di Bilancio 2026 conferma questa linea: il bonus rientra nell’elenco delle agevolazioni edilizie ormai estinte, insieme a Superbonus (nella sua forma originaria), Bonus Verde, Bonus Colonnine e Bonus Barriere Architettoniche nella versione rafforzata. Chi effettua oggi ricerche online su “bonus facciate 2026” o “proroga bonus facciate” spesso si imbatte in contenuti datati o fuorvianti: è quindi importante affidarsi a fonti aggiornate, come le guide ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, per evitare di pianificare lavori sulla base di un’agevolazione non più esistente.
Le alternative reali nel 2026 per interventi sulle facciate
Anche se il Bonus Facciate non c’è più, chi deve intervenire sulla facciata del proprio immobile non è privo di strumenti fiscali. Le due alternative principali, effettivamente attive nel 2026, sono il Bonus Ristrutturazioni e l’Ecobonus. La scelta tra i due dipende dalla natura dell’intervento.
Bonus Ristrutturazioni (detrazione 50%/36%)
Il Bonus Ristrutturazioni, disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR, è la misura più adatta per lavori “semplici” sulla facciata come pulitura, sanificazione della superficie esterna, tinteggiatura, rifacimento di intonaci e ripristino delle finiture superficiali, purché tali interventi siano qualificabili come manutenzione straordinaria (o, in alcuni casi, restauro conservativo) e non semplice manutenzione ordinaria su parti comuni già di norma detraibile diversamente.
- Aliquota: 50% per l’abitazione principale, 36% per le altre unità immobiliari.
- Tetto di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare.
- Modalità: detrazione IRPEF ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
- Validità: confermato, salvo modifiche normative successive, fino al 31 dicembre 2026.
Ecobonus (detrazione 36%/50%)
Se l’intervento sulla facciata comporta anche un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio — ad esempio la posa di un cappotto termico esterno o la sostituzione di componenti che incidono sulla dispersione termica — è possibile ricorrere all’Ecobonus, disciplinato dall’articolo 14 del D.L. 63/2013.
- Aliquota: 36% (aliquota unica per il 2025-2026), elevata al 50% per l’abitazione principale.
- Esclusioni: dal 2025 non sono più incentivabili gli interventi che prevedono l’installazione di caldaie a gas o comunque alimentate da combustibili fossili.
- Modalità: detrazione IRPEF/IRES in 10 quote annuali.
Confronto sintetico
| Misura | Stato nel 2026 | Aliquota | Tipologia di intervento |
|---|---|---|---|
| Bonus Facciate | Scaduto (dal 2023) | Non applicabile | Non più disponibile |
| Bonus Ristrutturazioni | Attivo | 50% (prima casa) / 36% (altri immobili) | Tinteggiatura, intonaci, manutenzione straordinaria facciata |
| Ecobonus | Attivo | 36% (50% prima casa) | Cappotto termico, interventi con finalità energetica |
Un limite da tenere presente: il tetto IRPEF per i redditi alti
Dal 2025 è in vigore un meccanismo di limitazione delle detrazioni IRPEF per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, che riduce l’importo massimo detraibile in base al reddito e al numero di figli a carico. Questo limite si applica anche alle detrazioni per Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus, ed è quindi opportuno verificarne l’impatto prima di pianificare interventi di importo elevato sulla facciata dell’immobile.
Come procedere in pratica
Per chi deve intervenire sulla facciata nel 2026, i passaggi consigliati sono:
- Definire con un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) la natura esatta dell’intervento, per capire se rientra nella manutenzione straordinaria (Bonus Ristrutturazioni) o se ha anche finalità di risparmio energetico (Ecobonus).
- Verificare i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa vigente, inclusa la corretta qualificazione catastale dell’immobile.
- Effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante, indicando causale, dati del beneficiario e del richiedente la detrazione.
- Conservare tutta la documentazione (fatture, bonifici, eventuali asseverazioni tecniche) richiesta per la detrazione IRPEF.
- Consultare le guide ufficiali aggiornate dell’Agenzia delle Entrate, pubblicate periodicamente, per verificare eventuali modifiche normative intervenute nel corso dell’anno.
Domande frequenti
Il Bonus Facciate è stato prorogato nel 2026?
No. Il Bonus Facciate è scaduto il 31 dicembre 2022 e non è stato reintrodotto da nessuna legge di bilancio successiva, inclusa quella per il 2026. Non esiste quindi alcuna proroga in vigore.
Posso ancora detrarre le spese per lavori sulla facciata sostenute nel 2022 con il vecchio Bonus Facciate?
Sì, se le spese sono state sostenute entro il 31 dicembre 2022 e rispettano i requisiti previsti all’epoca, la detrazione (90% o 60% a seconda dell’anno di sostenimento) resta valida e va portata in detrazione nelle quote annuali residue, indipendentemente dal fatto che il bonus non sia più attivo per le nuove spese.
Quale bonus posso usare oggi per rifare la facciata di casa?
Nel 2026 lo strumento più adatto per interventi come tinteggiatura, pulitura e ripristino degli intonaci è il Bonus Ristrutturazioni, con detrazione IRPEF al 50% per l’abitazione principale (36% per le altre unità). Se l’intervento include anche isolamento termico, può essere più conveniente valutare l’Ecobonus.
Qual è la differenza tra Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus per la facciata?
Il Bonus Ristrutturazioni si applica a interventi di manutenzione straordinaria generici, mentre l’Ecobonus è riservato a interventi che migliorano concretamente le prestazioni energetiche dell’edificio, come l’installazione di un cappotto termico. Le aliquote e i requisiti tecnici differiscono, per cui la scelta va valutata caso per caso con un tecnico.
Esiste un limite di spesa per il Bonus Ristrutturazioni nel 2026?
Sì, il tetto massimo di spesa detraibile è di 96.000 euro per unità immobiliare. Oltre questa soglia, le spese eccedenti non danno diritto alla detrazione.
I contribuenti con reddito alto possono ancora usufruire di questi bonus?
Sì, ma dal 2025 è in vigore un meccanismo che riduce il massimale di detrazioni IRPEF fruibili dai contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. È quindi consigliabile verificare in anticipo l’impatto di questo limite prima di sostenere spese significative.
Conclusione
Nel 2026 il Bonus Facciate non esiste più: si tratta di un’agevolazione scaduta dal 2022 e mai più riproposta dalle successive leggi di bilancio, compresa quella per il 2026. Chi desidera comunque intervenire sulla facciata della propria abitazione può contare su strumenti fiscali reali e attualmente in vigore, come il Bonus Ristrutturazioni e, nei casi con finalità di efficientamento energetico, l’Ecobonus. La scelta tra le due misure dipende dal tipo di lavoro previsto e va sempre verificata con un tecnico qualificato e, se necessario, con un commercialista, per assicurarsi di rispettare tutti i requisiti richiesti dalla normativa vigente e ottenere la detrazione spettante senza sorprese in sede di controllo.
