Bonus caldaia: requisiti per accedere alla detrazione
Il bonus caldaia 2026 non è un’agevolazione unica, ma un insieme di strumenti fiscali e incentivi diretti che permettono di risparmiare sulla sostituzione dell’impianto di riscaldamento. Il requisito più importante da conoscere subito è questo: dal 1° gennaio 2025 le caldaie a gas, a gasolio o alimentate esclusivamente da combustibili fossili — comprese le caldaie a condensazione standalone — sono escluse da Ecobonus e Bonus Ristrutturazione, e l’esclusione resta confermata anche per il 2026 e il 2027. Per accedere alla detrazione fiscale è quindi necessario installare pompe di calore, sistemi ibridi (caldaia più pompa di calore) o caldaie a biomassa. In alternativa alla detrazione IRPEF, resta disponibile il Conto Termico 3.0 del GSE, che eroga un contributo diretto fino al 65-75% della spesa.
Punti chiave
- Le caldaie a gas, gasolio o solo a combustibili fossili non danno più diritto a detrazione fiscale dal 2025, esclusione confermata per tutto il 2026.
- Sono agevolabili con detrazione fiscale solo pompe di calore, sistemi ibridi e caldaie a biomassa.
- L’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazione riconoscono il 50% per l’abitazione principale e il 36% per le altre unità immobiliari.
- Il tetto di spesa agevolabile con l’Ecobonus è di 30.000 euro per unità immobiliare.
- In alternativa alla detrazione, il Conto Termico 3.0 del GSE rimborsa direttamente fino al 65% della spesa, con possibile maggiorazione al 75% per componenti prodotti in UE.
- Per l’Ecobonus è obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Le due agevolazioni fiscali e il Conto Termico non sono cumulabili sullo stesso intervento: bisogna scegliere l’una o l’altra.
Cos’è il bonus caldaia e come funziona nel 2026
Con l’espressione “bonus caldaia” si indica comunemente l’insieme delle agevolazioni statali che riducono il costo di sostituzione di un impianto di riscaldamento obsoleto con uno più efficiente e a minor impatto ambientale. Non esiste una norma unica dedicata: il beneficio si ottiene attraverso due canali distinti, alternativi tra loro:
- Detrazione fiscale IRPEF, tramite Ecobonus (interventi di efficientamento energetico) oppure Bonus Ristrutturazione (art. 16-bis TUIR), da recuperare in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
- Conto Termico 3.0, incentivo erogato direttamente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) sotto forma di rimborso in denaro, senza passare dalla dichiarazione dei redditi.
La scelta tra i due strumenti dipende dalla situazione fiscale del contribuente (capienza IRPEF), dai tempi di erogazione desiderati e dal tipo di impianto installato.
Requisiti per accedere al bonus caldaia 2026
Requisiti sull’immobile
- L’immobile deve essere già esistente, accatastato e dotato di un impianto di riscaldamento funzionante prima dell’intervento (non sono ammesse le nuove installazioni ex novo su edifici privi di impianto, salvo casi specifici del Conto Termico).
- Sono ammessi immobili residenziali, sia abitazione principale sia seconde case, con aliquote differenziate.
- L’intervento deve riguardare la sostituzione, anche parziale, del generatore di calore esistente.
Requisiti sul tipo di impianto (il punto più importante)
Dal 2025, e in modo confermato per il 2026, la normativa ha ristretto in modo netto la platea degli impianti agevolabili con detrazione fiscale:
- Escluse dalla detrazione: caldaie a gas naturale o GPL, caldaie a gasolio, caldaie a condensazione standalone (cioè non abbinate a pompa di calore) e in generale qualsiasi generatore alimentato esclusivamente da combustibili fossili.
- Ammesse alla detrazione (Ecobonus/Bonus Ristrutturazione): pompe di calore aria-acqua o geotermiche, sistemi ibridi (caldaia a condensazione abbinata a pompa di calore), caldaie e apparecchi a biomassa (pellet, legna, cippato), impianti solari termici.
- Ammesse al Conto Termico 3.0: le stesse tipologie sopra elencate, con percentuali di rimborso più elevate rispetto alla detrazione fiscale.
Chi possiede ancora una vecchia caldaia a gas non a condensazione può quindi sostituirla, ma per ottenere un beneficio fiscale deve orientarsi su una tecnologia elettrificata o a fonte rinnovabile, non su un’altra caldaia a gas, anche di ultima generazione.
Requisiti tecnici e documentali
- I lavori devono essere eseguiti da un’impresa abilitata, con rilascio della fattura e della dichiarazione di conformità dell’impianto.
- Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa.
- Per l’Ecobonus è obbligatoria l’asseverazione tecnica (quando richiesta) e la trasmissione della pratica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale dedicato.
- Per il Conto Termico la domanda va presentata tramite il portale GSE, prima o dopo l’intervento a seconda della procedura (a consuntivo o prenotazione), allegando computo metrico, fatture e documentazione tecnica dell’impianto installato.
- È necessario conservare tutta la documentazione (fatture, bonifici, schede tecniche, certificazioni) per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate o del GSE.
Requisiti soggettivi (chi può richiederlo)
- Proprietari, nudi proprietari, titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione).
- Inquilini e comodatari, con il consenso del proprietario.
- Familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile che sostengono le spese.
- Condomìni, per gli interventi sulle parti comuni.
Tabella aliquote per tipo di intervento
| Tipo di impianto installato | Agevolazione | Aliquota/percentuale | Tetto di spesa |
|---|---|---|---|
| Pompa di calore aria-acqua o geotermica | Ecobonus / Bonus Ristrutturazione | 50% abitazione principale, 36% altri immobili | 30.000 euro |
| Sistema ibrido (caldaia + pompa di calore) | Ecobonus / Bonus Ristrutturazione | 50% abitazione principale, 36% altri immobili | 30.000 euro |
| Caldaia o stufa a biomassa (pellet, legna) | Ecobonus / Bonus Ristrutturazione | 50% abitazione principale, 36% altri immobili | 30.000 euro |
| Pompa di calore, ibrido o biomassa (privati) | Conto Termico 3.0 (GSE) | Fino al 65%, maggiorabile al 75% con componenti UE | Variabile per potenza installata |
| Interventi su edifici pubblici (scuole, ospedali) | Conto Termico 3.0 (GSE) | Fino al 100% | Variabile per intervento |
| Interventi realizzati da imprese | Conto Termico 3.0 (GSE) | Indicativamente 25%-45% | Variabile per intervento e dimensione aziendale |
| Caldaia a gas, gasolio o solo fossile (anche a condensazione standalone) | Nessuna detrazione fiscale | Esclusa dal 2025, esclusione confermata nel 2026 | Non applicabile |
Come si richiede il bonus caldaia
Percorso 1: detrazione fiscale (Ecobonus o Bonus Ristrutturazione)
- Verificare che l’impianto scelto rientri tra quelli ammessi (pompa di calore, ibrido, biomassa).
- Affidare i lavori a un’impresa abilitata e richiedere preventivo dettagliato.
- Pagare tramite bonifico parlante dedicato alle ristrutturazioni edilizie/riqualificazione energetica.
- Conservare fatture, dichiarazione di conformità e, se richiesta, asseverazione tecnica.
- Trasmettere la pratica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori (obbligatorio per l’Ecobonus).
- Indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) per beneficiare della detrazione in dieci rate annuali.
Percorso 2: Conto Termico 3.0 (rimborso diretto GSE)
- Verificare i requisiti tecnici dell’impianto sul sito del GSE (potenza, prestazioni minime richieste).
- Effettuare i lavori con impresa qualificata (procedura a consuntivo) oppure prenotare l’incentivo prima dell’intervento.
- Presentare la domanda tramite il portale telematico PortalTermico del GSE, allegando fatture, documentazione tecnica e dati catastali.
- Attendere l’istruttoria e l’approvazione da parte del GSE.
- Ricevere l’incentivo in un’unica soluzione (per importi fino a 15.000 euro) oppure in rate annuali (2-5 rate per importi superiori).
Attenzione: detrazione fiscale e Conto Termico non sono cumulabili sullo stesso intervento. Va scelta l’opzione più conveniente in base alla propria situazione fiscale e alle tempistiche di rimborso desiderate.
Domande frequenti
Le caldaie a gas a condensazione rientrano ancora nel bonus caldaia 2026?
No. Dal 1° gennaio 2025 le caldaie a condensazione standalone, cioè non abbinate a una pompa di calore in un sistema ibrido, sono escluse da qualsiasi detrazione fiscale. L’esclusione riguarda tutte le caldaie alimentate solo a combustibili fossili (gas, GPL, gasolio) e resta valida per l’intero 2026.
Qual è la differenza tra Ecobonus e Conto Termico per la sostituzione della caldaia?
L’Ecobonus è una detrazione fiscale IRPEF, recuperata in dieci quote annuali attraverso la dichiarazione dei redditi, e richiede capienza fiscale. Il Conto Termico 3.0 è invece un incentivo erogato direttamente dal GSE sotto forma di rimborso in denaro, non legato alla dichiarazione dei redditi, con percentuali di copertura generalmente più alte (fino al 65-75%).
Posso richiedere sia la detrazione fiscale sia il Conto Termico per lo stesso intervento?
No, le due agevolazioni non sono cumulabili sul medesimo intervento. Il contribuente deve scegliere se accedere alla detrazione fiscale (Ecobonus o Bonus Ristrutturazione) oppure al Conto Termico 3.0, valutando quale opzione risulti più vantaggiosa in base alla propria situazione.
Qual è il tetto massimo di spesa agevolabile con l’Ecobonus caldaia?
Il limite di spesa ammissibile per l’Ecobonus relativo alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento è di 30.000 euro per unità immobiliare. La detrazione (50% o 36% a seconda che si tratti di abitazione principale o altro immobile) si calcola su questo importo massimo.
Chi può beneficiare del bonus caldaia oltre al proprietario dell’immobile?
Possono accedere all’agevolazione anche i titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione), gli inquilini e i comodatari con il consenso del proprietario, i familiari conviventi che sostengono la spesa, nonché i condomìni per gli interventi sulle parti comuni dell’edificio.
Cosa succede se installo una caldaia a biomassa: quale aliquota si applica?
Le caldaie e gli apparecchi a biomassa (pellet, legna, cippato) restano tra gli interventi ammessi sia all’Ecobonus/Bonus Ristrutturazione, con detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le altre unità immobiliari, sia al Conto Termico 3.0, che può arrivare a coprire fino al 65% della spesa, con possibile maggiorazione per componentistica prodotta in UE.
Conclusione
Il bonus caldaia 2026 premia chi sceglie tecnologie a basso impatto ambientale e penalizza, dal punto di vista fiscale, chi resta legato al gas: le caldaie alimentate solo da combustibili fossili non danno più diritto ad alcuna detrazione, mentre pompe di calore, sistemi ibridi e impianti a biomassa possono contare su detrazioni del 50%/36% oppure su un rimborso diretto GSE fino al 65-75% con il Conto Termico 3.0. Prima di avviare i lavori è fondamentale verificare i requisiti tecnici dell’impianto scelto, rispettare gli adempimenti documentali (bonifico parlante, comunicazione ENEA o domanda GSE) e valutare quale delle due strade — detrazione fiscale o Conto Termico — sia più conveniente per la propria situazione. Per una scelta consapevole è sempre opportuno rivolgersi a un tecnico abilitato o a un CAF/commercialista di fiducia.
