Bonus colonnine elettriche: guida completa a requisiti e importi
Il bonus colonnine elettriche è l’insieme delle agevolazioni statali pensate per abbattere il costo di acquisto e installazione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, sia in casa privata che nelle parti comuni condominiali. A luglio 2026 la situazione è duplice: da un lato il contributo diretto all’80% (il cosiddetto “bonus colonnine domestiche”), rifinanziato dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026 ma ancora privo del decreto attuativo che ne fissi le nuove date di apertura sportello; dall’altro la detrazione fiscale del 50% tramite il bonus ristrutturazioni, già operativa e utilizzabile in dichiarazione dei redditi. In questa guida trovi requisiti, importi, differenze tra privati, condomìni e imprese, e come muoverti in attesa della riapertura del contributo diretto.
Punti chiave
- Il bonus colonnine domestiche copre l’80% della spesa per l’acquisto e la posa di wallbox o colonnine di ricarica.
- Tetto di spesa: 1.500 euro per le persone fisiche presso l’abitazione privata, 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali.
- Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 ha rifinanziato la misura nell’ambito del Fondo automotive 2026-2030, ma a luglio 2026 manca ancora il decreto attuativo con le nuove date dello sportello.
- L’ultimo sportello utile si è chiuso il 27 maggio 2025, per spese sostenute nel 2024: al momento non è possibile presentare nuove domande per il contributo diretto.
- In alternativa, è attiva la detrazione fiscale del 50% tramite bonus ristrutturazioni edilizie, fino a 3.000 euro per punto di ricarica, cumulabile anno per anno in dichiarazione dei redditi.
- Le imprese sono escluse dal bonus colonnine domestiche, ma possono accedere a incentivi dedicati (fino all’80% con massimali differenziati per punti AC e DC).
- Restano fuori dal contributo diretto anche i titolari di partita IVA che installano la colonnina in ambito professionale.
Cos’è il bonus colonnine elettriche e come funziona nel 2026
Con “bonus colonnine elettriche” si indicano in realtà due strumenti distinti, spesso confusi tra loro:
- Il contributo statale diretto (bonus colonnine domestiche): un contributo a fondo perduto pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera dell’infrastruttura di ricarica, gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
- La detrazione fiscale IRPEF: rientra nel più ampio bonus ristrutturazioni (ex ecobonus/bonus casa) e consente di recuperare il 50% della spesa tramite detrazione in dichiarazione dei redditi, in dieci quote annuali.
Le due misure non sono cumulabili sulla stessa spesa: chi ottiene il contributo diretto dell’80% non può portare in detrazione la stessa fattura. È quindi importante capire quale strumento sia disponibile e più conveniente al momento dell’installazione.
Lo stato del contributo diretto a luglio 2026
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) Automotive del 10 giugno 2026 ha confermato il rifinanziamento del bonus colonnine domestiche nell’ambito del Fondo automotive 2026-2030, di fatto prorogando la misura almeno fino al 2030. Tuttavia, alla data odierna (luglio 2026) non risulta ancora pubblicato il decreto attuativo che deve stabilire le regole operative, l’importo dello stanziamento annuale e, soprattutto, le date di apertura e chiusura del nuovo sportello telematico gestito da Invitalia. L’ultima finestra utile per presentare domanda si è chiusa il 27 maggio 2025 ed era relativa alle spese sostenute nel corso del 2024.
Chi installa una colonnina oggi, quindi, deve mettere in conto due scenari: attendere l’apertura del nuovo sportello (consigliato conservare tutta la documentazione di spesa) oppure utilizzare fin da subito la detrazione fiscale del 50%, già pienamente operativa.
Requisiti per accedere al bonus
Il contributo dell’80% (bonus colonnine domestiche) è riservato a due categorie di beneficiari:
- Persone fisiche residenti in Italia, per l’installazione di una wallbox o colonnina presso la propria abitazione privata.
- Condomìni, per interventi realizzati sulle parti comuni dell’edificio (box, cortili, parcheggi condominiali).
Restano esclusi dal contributo diretto le imprese e i titolari di partita IVA, per i quali esistono linee di incentivo separate e dedicate.
Le spese ammissibili comprendono:
- acquisto e installazione della colonnina o wallbox;
- impianti elettrici dedicati e opere edili strettamente necessarie;
- impianti e dispositivi per il monitoraggio dei consumi;
- spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;
- costi di connessione alla rete elettrica (allacciamento, eventuale potenziamento del contatore).
È importante sottolineare che il solo acquisto della colonnina, senza la relativa posa in opera, non è sufficiente per accedere al contributo: la misura finanzia l’installazione completa e funzionante.
Modalità di pagamento richieste
Per essere ammissibili ai fini del contributo, i pagamenti devono essere tracciabili ed effettuati tramite un conto corrente intestato al soggetto beneficiario, esclusivamente con bonifico bancario, SEPA Credit Transfer, oppure carta di credito o debito intestata al beneficiario stesso. I pagamenti in contanti non sono ammessi.
Aliquote e tetti di spesa: la tabella riassuntiva
| Beneficiario | Tipo di agevolazione | Aliquota | Tetto massimo |
|---|---|---|---|
| Persona fisica (abitazione privata) | Contributo diretto MIMIT/Invitalia | 80% | 1.500 euro |
| Condominio (parti comuni) | Contributo diretto MIMIT/Invitalia | 80% | 8.000 euro |
| Impresa (punti di ricarica AC) | Incentivo dedicato imprese | fino all’80% | 6.000 euro per punto |
| Impresa (punti di ricarica DC/fast) | Incentivo dedicato imprese | fino all’80% | 8.000 euro per punto |
| Privati/condomìni (in alternativa) | Detrazione fiscale bonus ristrutturazioni | 50% | 3.000 euro per punto di ricarica |
Come si richiede il bonus colonnine elettriche
Le procedure differiscono a seconda dello strumento scelto.
Per il contributo diretto (80%)
- Effettuare l’acquisto e l’installazione della colonnina, conservando fatture e documentazione di spesa con pagamenti tracciabili.
- Attendere l’apertura del nuovo sportello telematico, che sarà annunciata sul sito del MIMIT e su quello di Invitalia una volta pubblicato il decreto attuativo del DPCM Automotive 2026.
- Accedere alla piattaforma online tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
- Compilare il modulo elettronico di domanda seguendo la procedura guidata, allegando la documentazione richiesta (fatture, dati del bonifico, eventuale documentazione condominiale).
- Attendere l’istruttoria e il successivo decreto di concessione ed erogazione da parte del Ministero.
Non essendo attualmente aperto alcuno sportello, chi ha già installato o sta per installare una colonnina nel 2026 dovrebbe comunque conservare tutta la documentazione, in modo da poter presentare domanda retroattivamente non appena il bando verrà riaperto, così come avvenuto per le annualità precedenti.
Per la detrazione fiscale (50%)
- Sostenere la spesa con pagamento tramite bonifico “parlante” (il bonifico dedicato alle detrazioni fiscali, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’installatore).
- Conservare fattura e ricevuta del bonifico.
- Indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) relativa all’anno di sostenimento della spesa.
- La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Bonus colonnine: privati, condomìni e imprese a confronto
Le tre platee di beneficiari seguono percorsi diversi:
- Privati: possono scegliere tra il contributo diretto 80% (quando lo sportello sarà riaperto) e la detrazione 50% già disponibile. Nella maggior parte dei casi, per importi contenuti, il contributo diretto risulta più vantaggioso in termini di percentuale rimborsata, ma la detrazione ha il vantaggio di essere immediatamente fruibile.
- Condomìni: l’amministratore può presentare domanda per interventi sulle parti comuni, con tetto di spesa più elevato (8.000 euro) proprio per la maggiore complessità impiantistica delle installazioni condominiali (più punti di ricarica, potenziamento della cabina elettrica, sistemi di gestione della ricarica per più utenze).
- Imprese e partite IVA: escluse dal bonus colonnine domestiche, possono però accedere a linee di incentivo specifiche per l’installazione di infrastrutture di ricarica aziendali o aperte al pubblico, con massimali differenziati tra ricarica in corrente alternata (AC) e corrente continua (DC), quest’ultima tipicamente più costosa per via delle maggiori potenze in gioco.
Domande frequenti
Il bonus colonnine elettriche è attivo a luglio 2026?
Il contributo diretto all’80% è stato rifinanziato dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026, ma a luglio 2026 non è ancora stato pubblicato il decreto attuativo con le nuove date dello sportello: al momento non si possono presentare domande per il contributo diretto. È invece già utilizzabile, in alternativa, la detrazione fiscale del 50% tramite bonus ristrutturazioni.
Qual è la differenza tra bonus colonnine domestiche e detrazione al 50%?
Il bonus colonnine domestiche è un contributo a fondo perduto erogato da Invitalia, pari all’80% della spesa entro tetti massimi di 1.500 o 8.000 euro. La detrazione al 50%, invece, è un beneficio fiscale che si recupera in dieci anni tramite la dichiarazione dei redditi, fino a 3.000 euro di spesa per punto di ricarica. Non sono cumulabili sulla stessa spesa.
Posso richiedere il bonus se ho già installato la colonnina nel 2025 o nel 2026?
Sì, in linea con quanto avvenuto nelle annualità precedenti, è probabile che il nuovo sportello, una volta aperto, consenta di presentare domanda anche per spese già sostenute in un determinato periodo pregresso. È fondamentale conservare fatture e prova dei pagamenti tracciabili fin da ora.
Le imprese possono accedere al bonus colonnine domestiche?
No, le imprese e i titolari di partita IVA sono esclusi dal bonus colonnine domestiche, riservato a persone fisiche e condomìni. Per le imprese esistono incentivi dedicati, fino all’80% della spesa, con massimali di 6.000 euro per punto di ricarica AC e 8.000 euro per punto DC.
Quali spese sono coperte dal contributo?
Rientrano nell’agevolazione l’acquisto e la posa della colonnina o wallbox, gli impianti elettrici dedicati, le opere edili necessarie, gli impianti di monitoraggio dei consumi, le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudo, oltre ai costi di connessione alla rete elettrica.
Come devo pagare per non perdere il diritto al bonus?
I pagamenti devono essere tracciabili ed effettuati da un conto corrente intestato al beneficiario, tramite bonifico bancario, SEPA Credit Transfer o carta di credito/debito intestata al beneficiario. Per la detrazione fiscale è invece necessario il bonifico parlante dedicato alle detrazioni edilizie.
Conclusione
Nel 2026 il quadro delle agevolazioni per le colonnine di ricarica domestiche è in fase di transizione: il rifinanziamento previsto dal DPCM Automotive apre le porte a un nuovo sportello per il contributo diretto all’80%, ma la sua concreta attivazione dipende dalla pubblicazione del decreto attuativo, ancora atteso a luglio 2026. Nel frattempo, privati e condomìni possono comunque contare sulla detrazione fiscale del 50%, già pienamente operativa e priva di vincoli di sportello. La strategia più prudente è conservare con cura tutta la documentazione di spesa, scegliere pagamenti tracciabili e monitorare gli aggiornamenti ufficiali del MIMIT e di Invitalia, così da poter cogliere tempestivamente l’apertura del nuovo bando non appena disponibile.
