Bonus 730 Detrazioni: Guida Completa alle Agevolazioni Fiscali
Il 730/2026 (relativo ai redditi 2025) conferma la maggior parte delle detrazioni fiscali storiche del sistema italiano, ma introduce alcune novità importanti: l’aumento della detrazione per i redditi da lavoro dipendente, un nuovo tetto alle detrazioni per chi supera i 75.000 euro di reddito, l’innalzamento del limite per le spese scolastiche e una nuova detrazione per le spese sanitarie sostenute per familiari non a carico affetti da patologie gravi. In sintesi, il “bonus 730” non è un’unica agevolazione, ma l’insieme di sconti IRPEF che si ottengono indicando nella dichiarazione precompilata le spese detraibili e deducibili sostenute nel 2025.
In questo articolo trovi una guida completa e aggiornata a luglio 2026, con l’elenco delle principali detrazioni, gli importi reali previsti dalla normativa vigente, le modalità di richiesta e le risposte alle domande più frequenti.
Punti chiave
- La detrazione per i redditi da lavoro dipendente sale a 1.955 euro (dai precedenti 1.880 euro), confermata a regime dal 2025.
- Le spese sanitarie restano detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro.
- Novità 2026: detrazione al 19%, fino a 6.000 euro annui, per le spese sanitarie sostenute a favore di familiari non a carico affetti da patologie gravi (oncologiche, sclerosi multipla, diabete di tipo 1).
- Il bonus ristrutturazioni scende al 36% nella generalità dei casi, ma resta al 50% per l’abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale.
- L’Ecobonus si attesta al 36% ordinario (50% per l’abitazione principale); il Superbonus scende al 65% per le spese 2025.
- Il limite di spesa detraibile per le rette scolastiche sale da 800 a 1.000 euro per figlio, per un beneficio massimo di 190 euro.
- Per i redditi tra 75.000 e 100.000 euro il tetto di spesa detraibile complessiva è di 14.000 euro; oltre i 100.000 euro scende a 8.000 euro (importi ridotti in assenza di figli a carico). Le spese sanitarie restano escluse da questo limite.
- La scadenza per l’invio del modello 730/2026 è fissata al 30 settembre 2026.
Cos’è il “bonus 730” e come funzionano le detrazioni
Con l’espressione “bonus 730” si indica comunemente l’insieme delle detrazioni e deduzioni fiscali che un contribuente può far valere nella dichiarazione dei redditi tramite modello 730, riducendo così l’IRPEF dovuta o ottenendo un rimborso in busta paga o pensione. Non si tratta quindi di un bonus unico, ma di una pluralità di agevolazioni previste dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) e da normative specifiche, che l’Agenzia delle Entrate raccoglie ogni anno nella guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione”, pubblicata anche per l’edizione 2026.
Il modello 730/2026 riguarda i redditi percepiti nel 2025 ed è precompilato dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati trasmessi da datori di lavoro, banche, farmacie, scuole, università e altri soggetti tenuti alla Certificazione Unica e alle comunicazioni al Sistema Tessera Sanitaria. Il contribuente può accettarlo, modificarlo o integrarlo con le spese non già presenti, oppure rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato.
Le principali detrazioni del 730/2026
La tabella seguente riepiloga le detrazioni più richieste, con le percentuali e i limiti aggiornati in base alla normativa in vigore per l’anno d’imposta 2025.
| Tipologia di spesa | Percentuale di detrazione | Limite o soglia |
|---|---|---|
| Lavoro dipendente (detrazione da reddito) | Variabile in base al reddito | Importo massimo 1.955 euro; azzerata oltre 50.000 euro di reddito |
| Spese sanitarie generiche | 19% | Sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro |
| Spese sanitarie per familiari non a carico con patologie gravi | 19% | Fino a 6.000 euro annui (novità 2026) |
| Ristrutturazioni edilizie | 36% (50% su abitazione principale del proprietario) | Tetto di spesa in base alla tipologia di intervento |
| Ecobonus (riqualificazione energetica) | 36% ordinario (50% su abitazione principale) | Tetto di spesa in base all’intervento |
| Superbonus (spese 2025) | 65% | Solo per interventi con requisiti specifici |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | 50% | Collegato a interventi di ristrutturazione |
| Spese scolastiche (scuole infanzia, primaria, secondaria) | 19% | Fino a 1.000 euro per alunno/studente |
| Spese universitarie statali | 19% | Nessun tetto massimo |
| Spese universitarie non statali/telematiche | 19% | Tetto annuale fissato dal MUR per area disciplinare e zona |
| Interessi passivi su mutuo prima casa | 19% | Fino a 4.000 euro di interessi annui |
| Premi assicurativi (vita, infortuni, rischio morte/invalidità) | 19% | Limiti differenziati per tipologia di polizza |
| Familiari a carico | Detrazione decrescente in base al reddito | Figli 21-30 anni (salvo disabilità); altri familiari principalmente ascendenti conviventi |
Detrazione lavoro dipendente e novità 2025-2026
Dal 2025 è confermata a regime la riduzione degli scaglioni IRPEF da quattro a tre, con le relative aliquote. In parallelo è stata innalzata la detrazione base per i titolari di reddito da lavoro dipendente, che passa da 1.880 a 1.955 euro. La detrazione decresce all’aumentare del reddito e si azzera per i redditi superiori a 50.000 euro; oltre questa soglia restano comunque fruibili altre detrazioni specifiche, come quelle per le spese di istruzione, sempre nel rispetto dei nuovi tetti per i redditi alti.
Spese sanitarie: la novità delle patologie gravi
La detrazione del 19% sulle spese sanitarie si applica sia alle spese sostenute per sé stessi, sia a quelle sostenute per i familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli, genitori e altri familiari con reddito non superiore a 2.840,51 euro annui, elevato a 4.000 euro per i figli under 24), sempre sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro.
Una delle principali novità del 730/2026 riguarda le spese sanitarie sostenute per familiari non fiscalmente a carico ma affetti da patologie gravi (ad esempio malattie oncologiche, sclerosi multipla, diabete di tipo 1): tali spese diventano detraibili al 19% entro un limite massimo di 6.000 euro annui.
Ristrutturazioni, Ecobonus e Superbonus
Per gli anni 2025 e 2026 l’aliquota ordinaria di ristrutturazione ed Ecobonus scende al 36% delle spese sostenute. La percentuale resta più favorevole, pari al 50%, quando l’intervento riguarda l’abitazione principale e la spesa è sostenuta dal titolare di un diritto reale o di proprietà sull’immobile. Il Superbonus, dopo la progressiva riduzione dal 110% al 70% (2024), scende ulteriormente al 65% per le spese sostenute nel 2025, confermando il percorso di uscita graduale dall’agevolazione straordinaria introdotta durante l’emergenza pandemica.
Spese scolastiche e universitarie
Per l’anno d’imposta 2025 il limite di spesa detraibile per le rette di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria sale da 800 a 1.000 euro per ciascun figlio, con un beneficio massimo che passa da 152 a 190 euro per studente. Per le università statali non è previsto alcun tetto di spesa; per le università non statali e telematiche il limite massimo detraibile viene fissato ogni anno dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) in base all’area disciplinare e alla zona geografica dell’ateneo.
Il tetto alle detrazioni per i redditi superiori a 75.000 euro
Una delle novità strutturali più rilevanti riguarda il riordino delle detrazioni per i redditi alti. Dal 2025, chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro non può più detrarre integralmente tutte le spese, ma incontra un tetto massimo di spesa detraibile:
- 14.000 euro di spesa detraibile per redditi tra 75.000 e 100.000 euro;
- 8.000 euro di spesa detraibile per redditi superiori a 100.000 euro.
Questi importi si riducono (fino a dimezzarsi) in assenza di figli a carico e variano in base al loro numero: ad esempio, con un reddito tra 75.000 e 100.000 euro, il tetto di 14.000 euro scende a 7.000 euro senza figli a carico o a 9.800 euro con un figlio a carico. Le spese sanitarie sono escluse dal calcolo di questo tetto, mentre vi rientrano quasi tutte le altre voci, comprese ristrutturazioni, spese di istruzione, erogazioni liberali ed Ecobonus.
Come si richiedono le detrazioni nel 730/2026
Per ottenere le detrazioni spettanti è necessario seguire alcuni passaggi:
- Verificare il modello 730 precompilato, disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate, controllando che tutte le spese sostenute nel 2025 (tracciate tramite Sistema Tessera Sanitaria, scuole, banche, assicurazioni) siano correttamente riportate.
- Integrare le spese mancanti, allegando o conservando la documentazione: fatture, scontrini parlanti, ricevute di bonifico “parlante” per le ristrutturazioni, attestati di pagamento tracciabile per le spese detraibili che lo richiedono.
- Verificare i requisiti dei familiari a carico, in particolare i limiti di reddito e, per i figli, la fascia d’età 21-30 anni salvo disabilità.
- Calcolare l’eventuale tetto di spesa se il proprio reddito complessivo supera i 75.000 euro annui.
- Inviare la dichiarazione autonomamente tramite l’applicativo online dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite CAF, professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) o sostituto d’imposta, entro la scadenza del 30 settembre 2026.
- Verificare il conguaglio: il rimborso o il debito IRPEF derivante dalle detrazioni viene gestito direttamente in busta paga o nel cedolino pensione, senza necessità di ulteriori adempimenti da parte del contribuente.
Domande frequenti
Cos’è esattamente il “bonus 730 2026”?
Non è un bonus a sé stante, ma l’insieme delle detrazioni e deduzioni fiscali che si possono richiedere con il modello 730/2026 per i redditi 2025: spese sanitarie, familiari a carico, ristrutturazioni, spese scolastiche e universitarie, mutuo prima casa e altre voci previste dal TUIR.
Entro quando bisogna presentare il modello 730/2026?
La scadenza ordinaria per l’invio del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Chi presenta invece il modello Redditi Persone Fisiche ha tempo fino al 2 novembre 2026.
Le spese sanitarie sono sempre detraibili al 19%?
Sì, la detrazione del 19% si applica sulla parte di spesa che supera la franchigia di 129,11 euro. Dal 2026 è inoltre prevista una detrazione specifica, sempre al 19% e fino a 6.000 euro annui, per le spese sanitarie sostenute a favore di familiari non a carico affetti da patologie gravi come malattie oncologiche, sclerosi multipla o diabete di tipo 1.
Chi ha un reddito alto perde tutte le detrazioni?
No, ma con un reddito complessivo superiore a 75.000 euro si applica un tetto massimo di spesa detraibile (14.000 euro tra 75.000 e 100.000 euro di reddito, 8.000 euro oltre i 100.000 euro), ridotto in assenza di figli a carico. Le spese sanitarie restano escluse da questo limite e continuano a essere detraibili senza il tetto.
Come si richiede la detrazione per le spese di ristrutturazione o Ecobonus?
È necessario pagare le spese con bonifico bancario o postale “parlante”, indicando causale, dati del beneficiario e del richiedente la detrazione, e conservare fatture e documentazione tecnica. La detrazione va poi indicata nel modello 730 nella sezione dedicata agli interventi sugli immobili, con l’aliquota corretta (36% ordinario, 50% sull’abitazione principale del proprietario).
È obbligatorio rivolgersi a un CAF per presentare il 730?
No. Il modello 730 precompilato può essere consultato, modificato e inviato autonomamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa ci si può rivolgere a un CAF, a un professionista abilitato o al proprio sostituto d’imposta, che assistono nella verifica delle detrazioni spettanti.
Conclusione
Il 730/2026 conferma l’impianto delle principali detrazioni fiscali italiane, con alcuni aggiustamenti significativi: detrazione da lavoro dipendente più alta, nuovo tetto di spesa per i redditi sopra i 75.000 euro, limite più generoso per le spese scolastiche e una nuova tutela per le spese sanitarie relative a patologie gravi sostenute per familiari non a carico. Conoscere percentuali, soglie e documentazione richiesta è essenziale per non perdere risparmio fiscale legittimo. Prima di inviare la dichiarazione, è sempre consigliabile verificare con attenzione il modello precompilato, integrare le spese mancanti con la documentazione corretta e, in caso di dubbi su situazioni complesse (redditi alti, familiari a carico particolari, interventi edilizi articolati), rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato.
