Resto al Sud 2.0: Requisiti e Importi per l’Incentivo agli Under 35
Resto al Sud 2.0 è l’incentivo gestito da Invitalia, su fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che sostiene l’avvio di nuove attività imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nelle otto regioni del Mezzogiorno. In sintesi: possono presentare domanda i giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti, disoccupati, inattivi, inoccupati, iscritti al Programma GOL o “working poor”, con agevolazioni interamente a fondo perduto fino a 200.000 euro di programma di investimento (contributo massimo effettivo fino a circa 146.000 euro) oppure un voucher fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro. La dotazione complessiva è di 356,4 milioni di euro e lo sportello, aperto dal 15 ottobre 2025, resta attivo con valutazione delle domande in ordine cronologico.
Punti chiave
- Rivolto a chi ha tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti, in condizione di inoccupazione, inattività, disoccupazione, iscrizione al Programma GOL o status di “working poor”.
- Attività ammesse solo nelle otto regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
- Escluso il comparto agricolo, la pesca e l’acquacoltura; ammessi lavoro autonomo, ditta individuale, S.n.c., S.a.s., S.r.l., società cooperativa, libera professione e società tra professionisti.
- Agevolazione al 100% a fondo perduto, senza più il finanziamento bancario a tasso zero previsto dalla vecchia edizione.
- Due modalità alternative: voucher fino a 40.000/50.000 euro, oppure contributo del 75% (fino a 120.000 euro di spesa) e del 70% (per la quota tra 120.000 e 200.000 euro).
- Domanda esclusivamente online tramite l’area riservata di Invitalia, con SPID/CNS/CIE, firma digitale e PEC; niente graduatoria, valutazione a sportello entro 90 giorni.
Cos’è Resto al Sud 2.0 e a chi si rivolge
Resto al Sud 2.0 è la nuova versione dell’incentivo per l’autoimpiego e la creazione d’impresa nel Mezzogiorno, finanziata dal Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro” FSE+ 2021-2027 e attuata da Invitalia per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’obiettivo è promuovere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo, con una dotazione finanziaria complessiva di 356,4 milioni di euro.
Rispetto alla prima edizione, la misura mantiene la stessa finalità di policy – contrastare la disoccupazione giovanile e lo spopolamento del Sud Italia – ma cambia profondamente la struttura dell’agevolazione, come vedremo più avanti.
Requisiti di Resto al Sud 2.0
Requisiti anagrafici e occupazionali
Possono presentare domanda le persone fisiche che, alla data di invio della domanda, hanno almeno 18 anni compiuti e non hanno ancora compiuto 35 anni. Oltre al requisito d’età, è necessario possedere almeno una delle seguenti condizioni:
- essere inoccupati, inattivi o disoccupati;
- essere disoccupati aderenti al Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori);
- rientrare nella categoria dei cosiddetti “working poor”, ossia lavoratori dipendenti o autonomi il cui reddito da lavoro genera un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986).
Requisiti territoriali: le regioni ammesse
L’iniziativa economica deve essere avviata e avere sede operativa in una delle otto regioni del Mezzogiorno individuate dalla misura: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non sono più incluse, a differenza di alcune passate estensioni della prima edizione, le aree del cratere sismico del Centro Italia.
Settori economici e forme giuridiche ammesse
Sono finanziabili nuove iniziative di autoimpiego in tutti i settori economici, ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Le iniziative possono essere avviate nelle seguenti forme:
- lavoro autonomo;
- impresa individuale;
- società in nome collettivo (S.n.c.);
- società in accomandita semplice (S.a.s.);
- società a responsabilità limitata (S.r.l.);
- società cooperativa;
- libera professione;
- società tra professionisti.
Tempistica di avvio dell’attività
Sono ammissibili solo le iniziative economiche (apertura di partita IVA o costituzione della società) avviate nel mese precedente la data di presentazione della domanda, a condizione che risultino ancora inattive alla stessa data. In pratica non si può richiedere l’agevolazione per un’attività già operativa da tempo, né presentare domanda con largo anticipo rispetto all’avvio effettivo.
Importi Resto al Sud 2.0: la tabella delle agevolazioni
A differenza della prima edizione, Resto al Sud 2.0 eroga agevolazioni interamente a fondo perduto, senza componente di finanziamento bancario da restituire. Sono previste due modalità alternative, da scegliere in base alle dimensioni e alla natura del progetto:
| Modalità di agevolazione | Importo/percentuale | Note |
|---|---|---|
| Voucher di avvio a fondo perduto | Fino a 40.000 euro | Elevabile fino a 50.000 euro; pensato per iniziative di piccola dimensione, con procedura semplificata |
| Contributo a fondo perduto su investimenti fino a 120.000 euro | 75% della spesa ammissibile | Contributo massimo teorico: 90.000 euro |
| Contributo a fondo perduto sulla quota tra 120.000 e 200.000 euro | 70% della spesa ammissibile | Contributo massimo aggiuntivo: circa 56.000 euro |
| Contributo complessivo massimo (investimento fino a 200.000 euro) | Fino a circa 146.000 euro | Somma dei due scaglioni (75% + 70%), a fondo perduto |
In altre parole, chi presenta un programma di investimento fino a 200.000 euro può ottenere un contributo a fondo perduto complessivo di circa 146.000 euro, mentre chi ha esigenze più contenute può optare per il voucher, più rapido da ottenere e rendicontare.
Differenza tra Resto al Sud e Resto al Sud 2.0
La differenza principale tra le due edizioni riguarda la struttura finanziaria dell’agevolazione:
- Resto al Sud (prima edizione): combinava un contributo a fondo perduto (in genere il 50% del piano di investimento) con un finanziamento bancario a tasso zero per la parte restante, erogato da banche convenzionate con Invitalia e l’ABI e garantito fino all’80% dal Fondo di Garanzia PMI, con piano di rimborso fino a 8 anni (di cui 2 di pre-ammortamento).
- Resto al Sud 2.0: elimina del tutto la componente di prestito da restituire. L’agevolazione è composta al 100% da contributi a fondo perduto, sotto forma di voucher o di contributo percentuale sulle spese di investimento, finanziati dal Programma nazionale FSE+ 2021-2027 anziché dalle risorse di coesione della vecchia misura.
- Cambiano anche i requisiti soggettivi di accesso: oltre a disoccupati e inattivi, Resto al Sud 2.0 include esplicitamente gli aderenti al Programma GOL e i lavoratori “working poor”, categorie non previste nella formulazione originaria.
Il risultato pratico per il beneficiario è che con Resto al Sud 2.0 non ci sono rate da pagare né rischio di segnalazioni per mancato rimborso: l’intero sostegno economico è un contributo non rimborsabile.
Come si richiede Resto al Sud 2.0: la procedura
La domanda si presenta esclusivamente online, seguendo questi passaggi:
- Accesso all’area personale di Invitalia tramite identità digitale SPID, CNS o CIE.
- Registrazione dell’iniziativa economica a cura del titolare o legale rappresentante, con possibilità di nominare delegati per la sola compilazione della domanda.
- Predisposizione della documentazione richiesta, tra cui il business plan con crono-programma delle attività e preventivi di spesa, secondo la modulistica specifica prevista per il voucher o per il contributo su investimenti.
- Compilazione della domanda e firma digitale, insieme a tutti gli allegati richiesti.
- Invio della domanda, sempre a cura del titolare/legale rappresentante, che deve disporre anche di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
- Ricezione dell’attestazione di avvenuta presentazione, con protocollo, data e orario di trasmissione.
Le domande vengono valutate da Invitalia entro 90 giorni dall’invio, seguendo l’ordine cronologico di presentazione e nei limiti delle risorse disponibili: non sono previste graduatorie, quindi conviene non attendere per candidarsi. Ai beneficiari sono inoltre offerti corsi gratuiti organizzati dall’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) per sviluppare competenze organizzativo-gestionali, e sarà possibile aprire un conto corrente vincolato dedicato all’iniziativa presso le banche convenzionate, non appena sarà perfezionata la relativa convenzione tra Ministero del Lavoro, ABI e Invitalia.
Spese ammissibili
Per chi opta per il contributo sugli investimenti, le spese ammissibili comprendono tipicamente opere murarie e impiantistiche, macchinari, attrezzature, arredi, programmi informatici, brevetti e licenze, oltre a eventuali spese di gestione nella fase di avvio. Il voucher, invece, è pensato per coprire più rapidamente le esigenze di piccola dimensione legate alla fase di start-up, comprese – in base all’importo elevato – spese per beni e servizi innovativi o consulenze specialistiche.
Domande frequenti su Resto al Sud 2.0
Chi può fare domanda per Resto al Sud 2.0?
Possono presentare domanda i giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti, residenti o disposti a operare in una delle otto regioni del Mezzogiorno, che si trovino in condizione di disoccupazione, inattività, inoccupazione, che aderiscano al Programma GOL o che rientrino nella categoria dei “working poor”.
Quanto si può ottenere con Resto al Sud 2.0?
Si può scegliere tra un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro (elevabile a 50.000 euro) oppure un contributo a fondo perduto calcolato sulle spese di investimento: 75% fino a 120.000 euro di spesa e 70% sulla quota tra 120.000 e 200.000 euro, per un contributo complessivo massimo di circa 146.000 euro.
Resto al Sud 2.0 prevede ancora il finanziamento bancario a tasso zero?
No. A differenza della prima edizione, Resto al Sud 2.0 è un’agevolazione interamente a fondo perduto: non è più previsto il mutuo bancario da restituire che caratterizzava la vecchia misura.
Quali regioni sono incluse in Resto al Sud 2.0?
Le regioni ammesse sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’iniziativa economica deve avere sede e operare in una di queste regioni.
Come e dove si presenta la domanda per Resto al Sud 2.0?
La domanda va presentata online, esclusivamente tramite l’area personale del sito di Invitalia, accedendo con SPID, CNS o CIE e disponendo di firma digitale e PEC. Le domande sono valutate in ordine cronologico entro 90 giorni, senza graduatoria.
È possibile chiedere sia il voucher sia il contributo sugli investimenti?
No, si tratta di due modalità alternative: in fase di domanda occorre scegliere se richiedere il voucher di avvio oppure il contributo percentuale calcolato sul programma di investimento, in base alle dimensioni e alle esigenze del progetto imprenditoriale.
Conclusione
Resto al Sud 2.0 rappresenta oggi lo strumento di riferimento per chi, tra i 18 e i 35 anni, vuole avviare un’attività imprenditoriale, libero-professionale o di lavoro autonomo nel Mezzogiorno, potendo contare su un sostegno interamente a fondo perduto fino a 200.000 euro di programma di investimento. Rispetto alla prima edizione, la misura è più semplice da rimborsare (perché non richiede alcun rimborso) ma resta comunque necessario rispettare con precisione i requisiti di età, residenza, status occupazionale e tempistica di avvio dell’attività. Prima di presentare domanda è consigliabile predisporre con cura il business plan e verificare sul sito ufficiale di Invitalia eventuali aggiornamenti sulla dotazione finanziaria residua, dato che la procedura è a sportello e le risorse vengono assegnate in ordine cronologico fino a esaurimento.
